Allarme climatico, Meluzzi: “E’ tutto un grande bluff”

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Estate bollente, temperature record, caldo micidiale, città da bollino rosso; poi eventi atmosferici estremi, violenti temporali, grandinate con chicci grossi come palle da tennis, trombe d’aria, bombe d’acqua, alluvioni: tutto ciò accompagnato dalla narrazione mediatica sull’emergenza climatica, sul pianeta da salvare, sull’inquinamento da fermare e così via. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? Intanto c’è chi in Parlamento ha proposto di introdurre il reato di negazionismo climatico per mettere a tacere tutte quelle voci contrarie alla narrazione unica green che ci porta a sostenere che è tutta colpa dell’uomo e che quindi è indispensabile cambiare abitudini e stili di vita. Ne abbiamo parlato con lo psichiatra, scrittore ed ex politico Alessandro Meluzzi.

Quanto c’è di vero e quanto di costruito nella narrazione catastrofista sui cambiamenti climatici?

“Di vero c’è poco o nulla in verità. Ci troviamo di fronte a normali eventi meterologici e non climatici come ha spiegato con dovizia di particolari il professor Franco Prodi che è forse il più illustre climatologo europeo. E’ assolutamente normale, come sempre Prodi ha dimostrato, che l’inverno nevichi senza che questo fatto sia da considerare una conseguenza della nuova glaciazione; che l’estate faccia molto caldo senza che ciò dipenda dall’anitride carbonica nell’atmosfera; che sempre nei mesi estivi si verifichino dei temporali accompagnati da violente grandinate, eventualità questa che ha sempre preoccupato i contadini sin dall’era romana e dal medioevo. E’ poi altrettanto normale che durante i cambi di stagione possano avvenire degli sbalzi di temperatura, a tal punto che è diventata una battuta da avanspettacolo dire ‘non ci sono più le mezze stagioni’. Non c’è nulla di anomalo o di catastrofico in tutto questo”.

Ma allora perché terrorizzare le persone facendo passare tutto ciò come la prova che il pianeta è al collasso?

“L’obiettivo è sfruttare ogni evento climatico per piegare la maggioranza della popolazione ad una strategia che nella migliore delle ipotesi è di marketing, e nella peggiore è di regime. E’ la prova del totale asservimento del mainstream ad un sistema di potere sovrannazionale che vorrebbe realizzare un controllo capillare dell’umanità, sistema composto da una dozzina di famiglie che pretendono di governare otto miliardi di persone, passando da psico info pandemie a crisi climatiche ed alimentari, per finire con guerre locali che si minaccia di far diventare nucleari ed atomiche. L’obiettivo finale è sempre e soltanto il controllo totale di un’oligarchia planetaria e finanziaria sull’umanità”.

Sul clima quali sono le effettive partite in gioco?

“Devono limitare le nostre libertà, le nostre abitudini, i nostri stili di vita. Devono obbligarci a comprare le auto elettriche, a fasciare le case con il polistirolo, devono tassare gli immobili, mettere i varchi nelle città; dobbiamo essere tutti controllati per arrivare a bloccare l’autodeterminazione e l’autonomia di intere popolazioni con il ricorso alle moderne tecnologie. Direi che siamo di fronte al tentativo di imporre un regime cinese-capitalistico”.

Diranno come al solito che lei è un complottista

“Andate a leggere i documenti prodotti dai forum di Davos, i report redatti dal Club di Roma sui limiti dello sviluppo, i deliberati del gruppo Bilderberg a partire dal secolo scorso e apparirà evidente come questa strategia abbia inizio da lontano e punti ad arrivare lontano. Riuscirà ad andare lontano però soltanto se incontrerà il conformismo di chi si lascia facilmente condizionare dal terrorismo mediatico”.

Cosa pensa della proposta di introdurre il reato di negazionismo climatico?

“Chiunque si ribella al pensiero unico viene bollato come negazionista, ma se essere negazionista vuol dire dissentire rispetto ad una narrazione unidirezionale che fonda sulla menzogna un sistema di potere, allora siamo tutti negazionisti e ci vantiamo di esserlo. A proporre certe assurdità, come il reato di negazionismo climatico, sono personaggi privi di consenso che hanno bisogno di mettere a tacere le voci libere per consolidare il loro potere ed imporre le proprie idee con metodi totalitari sulla maggioranza della popolazione, E’ ridicolo che simili proposte arrivino da una sinistra che in passato si è presentata come difensore delle autonomie, delle classi subalterne, dei poveri, dei proletari contro il mondo capitalistico. Oggi questa sinistra è diventata il braccio operativo del potere finanziario, oligarchico e più antidemocratico che sia mai esistito”.

La battaglia sul clima è diventata un po’ per la sinistra il pretesto per riempire di nuovi contenuti ideologici un’agenda ormai vuota di aspetti sociali?

“La sinistra è passata dai diritti sociali ai cosiddetti diritti civili dimenticando la battaglia per il salario, il lavoro, la casa. Si è ridotta a sfilare nei cortei con gente senza mutande che mostra le bandiere arcobaleno infilate ovunque. Una fine davvero ingloriosa. Devo però dire che la destra non brilla per la capacità di resistere a questo decadimento totale”.

Quando si parla di emergenza climatica c’è sempre il tentativo di colpevolizzare il semplice cittadino, come se a determinare i disastri naturali siano le emissioni delle auto a benzina e diesel. Perché questo?

“Il senso di colpa è da sempre uno dei più efficaci motori di condizionamento della mente e dello spirito umano. Far sentire in colpa chiunque per tutto ciò che di negativo avviene nel mondo, ricorda i rituali dei maya e degli aztechi che sacrificavano vite umane squarciando il cuore dei figli dei contadini per prevenire siccità, tempeste, calamità naturali”.

Ma chi è che alla fine inquina davvero?

“L’inquinamento è il prodotto del modello di sviluppo creato dal sistema capitalistico, prima basato sul profitto dei motori endotermici e adesso sull’idea della conversione verso i motori elettrici ancora più inquinanti, con batterie che sarà molto difficile smaltire. Alla fine ci spegneranno le auto, i riscaldamenti, i condizionatori dentro le case, nel momento in cui la nostra identità digitale non risulterà allineata alle direttive planetarie”.

E’ però soprattutto l’Occidente, e l’Europa in particolare, a sostenere questa politica di auto colpevolizzazione e flagellazione, come se tutti i mali arrivino da questa parte del mondo. Come mai?

“L’Occidente e l’Europa hanno scelto di essere il continente pilota di questa strategia di controllo dell’umanità. La Russia non intende uniformarsi, la Cina ha un suo percorso, l’India non è governabile con questi strumenti, l’Africa si sta ribellando così come pure l’America Latina. A sognare un mondo omologato ad un pensiero unico capitalista, finanziario e globalista sono rimasti gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelenda e la povera Europa che continua ad essere considerata una colonia americana dai tempi della seconda guerra mondiale. Alla faccia di tutti gli atlantismi antichi e nuovi”.

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