Vacanza Casta. La Puglia ormai è dei politici

venerdì, 18 Agosto 2023
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I politici nell’era Meloni scelgono preferibilmente la Puglia, costosa come la Sardegna, mentre gli italiani del “fu” ceto-medio scappano in Albania, diventata meta ambita e conveniente per prezzi, mare e servizi.

E hanno ragione. D’altra parte, come si fa ad essere spennati vivi di questi tempi, dopo il Covid e in piena inflazione? Una puccia (una sorta di sformato di pane) costa 26 euro, una frisella 19 euro, la classica insalatona 20 euro, con la burrata 24. E lettini e ombrelloni? Una giornata di mare può arrivare fino a 60 euro.

Ma tornando ai politici in vista, feste di partito escluse, sembrano attenuarsi le mode passate: la Versilia, la Liguria. Finiti i tempi “cafonal” della canotta, del torso nudo al Papeete o dei tweet e post compulsivi dalle isole, il centro-destra quest’anno pare abbia scelto la sobrietà. Apparente, perché la costa salentina, come abbiamo rilevato, è cara arrabbiata e ormai d’élite.

Per qualche esponente della maggioranza la Puglia, infatti, è una tradizione, o di nascita o di semplice abitudine estiva. Per qualcun altro, la premier in testa, una scelta nuova.

In Puglia sono di casa, il leader M5S Giuseppe Conte (che al momento, ha privilegiato le Terme di Saturnia, in omaggio all’estetica pauperistica del populismo grillino), Alfredo Mantovano, Guido Crosetto e il ministro Raffaele Fitto (la sua città natale è Maglie), oltre che i capi-gruppo in Senato di Pd Francesco Boccia (Pd) e Licia Ronzulli (Fi).
Come noto, la moda pugliese-2023 l’ha ufficialmente inaugurata Giorgia Meloni (vacanze in Valle d’Itria a Ceglie Messapica), col clan famigliare (il compagno, la sorella e il cognato, il ministro Lollobrigida). Matteo Salvini, per non essere da meno, e per controllare le mosse della premier, che si muove pure quando sta ferma, e per non fare la fine di Antonio Tajani, ignaro del prelievo degli extraprofitti delle banche, si è collocato in quel di Polignano, insieme alla fidanzata storica Francesca Verdini.

Tradizionalisti, invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha scelto una foresteria sulle Alpi, e la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati (Cortina).
Un plauso alla dedizione lavorativa di altri ministri. Sono rimasti a Roma, “governando” calura e afa, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e il titolare della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Piantedosi ha fatto visita alle sale operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, dell’amministrazione penitenziaria, delle Capitanerie di porto, del Dipartimento della Protezione civile, e dei vigili del fuoco. Mentre Sangiuliano ha presieduto al ministero una riunione con i direttori generali “per fare il punto sul lavoro svolto in questi mesi e pianificare le prossime attività”. E un elogio anche a Calenda che ha preferito portare la famiglia in Normandia. Per ammirare le romantiche coste del Nord, amate da Proust? No, per far conoscere ai figli i luoghi del famoso sbarco anglo-americano che di fatto ha posto fine alle vittorie naziste in Europa, contribuendo alla sconfitta finale di Hitler (Calenda, come la Meloni, non molla mai).
La sinistra d’opposizione? Tace. Le vacanze dei leader sono top-secret. Con sole due certezze: caduta Capalbio, la Schlein pare si sia rifugiata in Svizzera. D’altra parte, ha la doppia cittadinanza. Doppia vacanza.

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