Djokovic, come un campione ha smontato i luoghi comuni nello sport

lunedì, 11 Settembre 2023
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Novak Djokovic ha vinto il suo quarto US Open e ha raggiunto il record di 24 titoli del Grande Slam in singolo, conquistando 24 vittorie su 36 finali disputate. Mai nessuno ha fatto meglio come riportano leprincipali testate giornalistiche sportive. Il tennista serbo, come riporta la stampa, “ha vendicato la sua sconfitta contro il russo Daniil Medvedev nella finale di due anni fa ed è tornato numero 1 del tennis mondiale”.

La vittoria di Djokovic sembra smentire tanti luoghi comuni da sempre in uso nel mondo dello sport. Partiamo da un dato interessante. Il tennista serbo finì al centro delle cronache ai tempi del famigerato motto “o ti vaccini o muori” quando se rifiutavi il siero miracoloso eri di fatto considerato un appestato ed escluso dalla vita sociale. Djokovic rifiutò il vaccino e fu per questo messo alla gogna. Gli fu impedito di partecipare agli US Open 2022. In quel momento chiunque rifiutasse il vaccino veniva automaticamente bollato come “no vax” e lui divenne suo malgrado un simbolo della protesta contro l’obbligo vaccinale e il green pass.

Naturalmente medici, virologi, sociologi, giornalisti tutti a chiedere l’esclusione del tennista dai campionati internazionali per dare il “buon esempio” e per punire quello che veniva definito a livello mediatico un “cattivo maestro”, un pericoloso no vax che propagandava messaggi di morte, colpevole di essersi ribellato alla propaganda vaccinista

L’Italia non fu da meno. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, a proposito della partecipazione del campione agli Internazionali di Roma dichiarò: “Se è giusto che Djokovic partecipi agli Internazionali di tennis a Roma? Assolutamente no. Perché ammesso e non concesso che uno si faccia la doccia in un camper, che mangi e dorma da solo e in situazioni di fortuna, è il messaggio che è sbagliatissimo. Il punto centrale è che bisognerà vedere cosa succederà da qui a maggio, e io spero che la situazione sia migliore e ci sia possibilità non solo di vedere Djokovic ma anche di tornare a fare attività sportiva. Ma io ricevo decine di mail ogni giorno di mamme e di papà imbufaliti perché i figli che non hanno il greenpass non possono fare sport. Spiegatemi perché invece un campione nella stessa condizione lo può fare”.

Quando poi vinse per sei volte gli stessi internazionali di Roma da cui volevano escluderlo, tutti ad esultare per lui, che invece di morire per non essersi vaccinato, aveva dimostrato di essere molto più competitivo ed in perfetta salute di atleti vaccinati che vedevano calare invece le proprie prestazioni a causa dell’insorgere di importanti miocarditi.

Ma non è tutto. Djokovic essendo affatto da celiachia non mangia cibi a base di glutine ed in più ha scelto un regime alimentare vegetariano bandendo la carne dalla propria tavola. Ma non si diceva che chi era affetto da celiachia e quindi era costretto ad eliminare il glutine dalla propria dieta rischiava controindicazioni all’attività fisica e alla pratica sportiva? Non si è sempre detto che il grano e i cereali sono fonti primarie di carboidrati fondamentali nella dieta di uno sportivo? E non si era anche detto che la carne era essenziale per un corretto equilibrio proteico? Forse è anche grazie a campioni come Djokovic che tanti luoghi comuni sono stati sfatati in campo sportivo. Segno evidente di come la realtà spesso vada ben oltre le evidenze scientifiche e di come spesso debba essere la scienza a mettere in discussione le proprie certezze di fronte all’evidenza dei fatti.

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