Attenzione alla cancel culture, così brucia tutto. L’ultimo episodio ha visto protagonista lo Stato americano del Missouri, dove due Senatori repubblicani hanno dato vita ad un discutibile spettacolo pirotecnico. Al rogo delle scatole vuote, simboleggiano la cultura della sinistra americana.
William Eigel, il Senatore a capo dell’operazione, ha spiegato meglio il suo punto di vista su X: “È ciò che farò alle politiche di sinistra. Se porterete quei libri nelle scuole per fare il lavaggio del cervello ai nostri figli, brucerò anche quelli, sul prato del palazzo del governatore “.
Il gesto, senz’altro spettacolare, apre però la porta verso un tema ben più grande, quello dell’incontrollata cultura della cancellazione. È possibile rivendicare il diritto di eliminare ciò che non ci piace per il solo fatto che evada il nostro favore?
Il fenomeno, spesso attribuito alla sinistra, si dimostra in realtà sempre più trasversale. Ormai sembra quasi una guerra, la cui unica soluzione sembrerebbe il deserto culturale.
Questa volta, al centro delle fiamme, erano simboleggiate l’ideologia gender, l’orientamento sessuale e l’immigrazione. Il rogo suprematista però, fa da seguito ad una lunga serie di iniziative sulla stessa scia. Dalle statue abbattute, ai romanzi riformulati, fino alle letture “colonialiste” bandite nelle scuole. Da destra a sinistra la direzione è evidente, ma un mondo su misura è veramente realizzabile? Dove sta la linea rossa?
Il rischio è sotto gli occhi di tutti, un mondo a misura ideologica sarebbe possibile solo in presenza di un’ideologia comune, dove bene e male restano concetti assoluti. In un mondo libero, democratico ed eterogeneo però, la storia cambia. Continuando a potare entrambi i lati, si rischia di lasciare solo il tronco spoglio.
Eppure, quando si parla di cancel culture, il consenso è ancora alto. Uno scenario poco rassicurante, capitanato nella terribile confusione, da una società ormai spaccata. Senza mezzi termini, sempre meno tollerante.
Come fosse un virus, cancellato un aspetto scomodo si passa al prossimo, così il sogno di un mondo con la coscienza pulita rischia di compromettere ancora di più quella attuale. Stiamo cadendo nella trappola?



