Chiesa e sessualità: perché è storica l’apertura di Zuppi

mercoledì, 27 Settembre 2023
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“Forse è tempo perché anche noi credenti troviamo il coraggio di parlare di sessualità senza infingimenti, nella prospettiva dell’integrazione tra vita umana e vita spirituale”.

Lo ha detto il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente. “L’educazione all’affettività – ha detto Zuppi rivolgendo un augurio a studenti e docenti – nasconde infatti un’esigenza ancora più profonda: l’educazione alla vita interiore, all’incontro con le profondità di sé stessi”.

La Chiesa dunque apre al tema della sessualità, anche se le parole del presidente dei vescovi appaiono estremamente prudenti e misurate: ma già il fatto che Zuppi parli di sessualità e quasi lasci intendere che si tratti di un tema da affrontare è già di per sé un fatto rivoluzionario.

La posizione della Chiesa sul tema della sessualità infatti è rimasta sempre la stessa, quasi un tabù, ovvero quella che vede il sesso come uno strumento finalizzato alla procreazione, quindi da consumare unicamente all’interno di un progetto di coppia. Già ai tempi del Concilio Vaticano II c’era chi chiedeva una diversa concezione della sessualità nell’ottica di un’ apertura al mondo, senza escludere la possibilità del ricorso all’ uso dei contraccettivi. Paolo VI istituì una commissione teologica per affrontare l’argomento e valutare la possibilità di aprire ad una sorta di “controllo delle nascite”, anche con il ricorso al possibile utilizzo della pillola, soprattutto perché in quel momento si prospettava un’ emergenza legata ad uno sviluppo incontrollato della natalità, specie fra le fasce più povere della popolazione, con tutti i disagi che ne conseguivano in termini soprattutto economici e sociali. La commissione a sorpresa aprì moderatamente all’ uso dei contraccettivi, ma Paolo VI fu di diverso avviso e con l’enciclica Humanae Vitae tornò a riconfermare la finalità procreativa dell’atto sessuale all’ interno del matrimonio ricevendo pesanti critiche dai cattolici progressisti, convinti che il parere della commissione sarebbe stato seguito dal pontefice.

Posizione poi ribadita anche da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che pur consapevoli di come nel mondo di oggi fosse difficile per i giovani conciliare l’orientamento della Chiesa con la vita pratica, hanno continuato a sostenere la necessità di una sessualità responsabile.

Ora arriva l’apertura di Zuppi che tuttavia non va oltre la richiesta di coraggio nell’ affrontare i temi della sessualità. Ma come detto è già una rivoluzione se si pensa che nel mondo di oggi, specie fra i giovani, è sempre più difficile conciliare le posizioni della Chiesa con la vita pratica. Ed è molto difficile anche fra i cattolici trovare chi è disposto a praticare l’astinenza sessuale fino al matrimonio o a rifiutare il ricorso ai contraccettivi per questioni di ordine morale.

Un altro tema delicato e molto divisivo quello della sessualità, che va a scaldare ancora di più le tensioni in vista del Sinodo dei vescovi sulla sinodalita che partirà il 4 ottobre e che i progressisti vorrebbero trasformare in una sorta di Concilio Vaticano III, dove rilanciare e fare passare i temi che all’ epoca del Vaticano II furono rigettati: fra questi i più dibattuti saranno la possibilità di aprire al clero sposato, l’ordinazione episcopale delle donne, la collegialità episcopale, l’autonomia delle conferenze episcopali in materia di fede. A questi argomenti, destinati a cambiare il volto della Chiesa, si affiancheranno anche i temi sessuali molto cavalcati dal clero tedesco, con il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni gay,  e anche un diverso e più moderno approccio alla sessualità in generale.

L’ apertura di Zuppi sembra rompere il tabù e fare capire che nella Chiesa non esistono più temi intoccabili e soprattutto indiscutibili. Una Chiesa che dovrà però stare molto attenta a calarsi nel mondo senza diventare “del mondo”. Sarà proprio questa la principale sfida che la Chiesa del futuro dovrà affrontare, e la sfera sessuale sarà certamente uno dei terreni di maggiore confronto.

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