Spot Esselunga sulla famiglia e modella bianca africana. Ecco il razzismo rovesciato

venerdì, 29 Settembre 2023
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Cos’hanno in comune lo spot di Esselunga e il caso della modella bianca dello Zimbabwe? Semplice: sono stati vittime dello stesso attacco “razzista”. Un razzismo rovesciato, perpetrato da chi si atteggia a eterno discriminato dalla destra reazionaria, dalla xenofobia imperante e dal patriarcato ancora vigente; in pratica, chi si oppone democraticamente a chi vorrebbe far tornare indietro le lancette della storia, impedendo l’affermazione totale e globale dell’ideologia laicista e dei diritti Lgbtq.

Aveva ragione Chesterton: arriverà un giorno in cui dovremo lottare per dire che l’erba è verde e le stagioni sono quattro. Infatti, nell’epoca in cui se mi sento donna pure non avendone le fattezze fisiche o non avendo subìto alcun intervento, posso considerami donna a tutti gli effetti (sentenza del Tribunale di Trapani), è tristemente conseguenziale che si rovesci la realtà su una pubblicità, certamente studiata per veicolare il brand commerciale di Esselunga, ma nei contenuti oggettivamente tenera, toccante, con un messaggio comunque positivo.

Cosa di questo spot ha disturbato il politicamente corretto, alias pensiero unico? Che una bambina abbia dato una pesca al papà dicendo che si tratta di un dono della mamma, evidentemente separata dal marito, portando quest’ultimo a dire che l’avrebbe ringraziata, lasciando prefigurare un possibile riavvicinamento tra i due genitori.

Che c’è di male, di scandaloso? La sinistra, in primis Bersani ha detto che sono stati strumentalizzati i bambini e che il dramma della separazione non va messo in piazza. La filosofa Michela Marzano ha proseguito sulla stessa linea: “La bambina è centrale in questa storia, però per me è proprio questo il problema. Non è compito di una bambina o di un bambino diventare mediatrice o mediatore familiare. Bisognerebbe lasciare ai bambini il diritto di essere bambini”.

Apriti cielo. Loro che con la cultura che rappresentano si preoccupano dei bambini? Non li fanno nascere con l’aborto, li sopprimono con l’eutanasia se sono inguaribili ma non incurabili, ritengono normale comprarli con l’utero in affitto, solo per soddisfare l’egoismo di qualche ricco, diventano per incanto i difensori d’ufficio dei piccoli? Loro che pretendono l’insegnamento sessuale obbligatorio in classe già in tenera età (tanto per far diventare adulti i bambini, con gli occhi e i pensieri degli adulti), o che mirano a indottrinarli con la cultura gender in aula, utilizzando come cavallo di Troia del bullismo.

La verità? Ciò che imbestialisce la sinistra è la reversibilità dei rapporti umani a favore del modello tradizionale di vita e di famiglia. E cioè, che una coppia separata possa tornare di nuovo insieme, o che un gay possa tornare etero (ricordate la canzone di Povia, “Luca era gay, adesso sta con lei”), smentendo la narrazione radical e liberal circa l’ineluttabilità delle rotture matrimoniali o circa la vera natura delle persone omosessuali. E quando capita si scatena il razzismo rovesciato contro chi osa sostenere tali tesi giudicate “controcorrente”.

Altro esempio di razzismo rovesciato, il caso della modella Brooke Bruk-Jackson, di origini olandesi, eletta Miss Zimbabwe (regno africano dove vive), massacrata sui social dall’esercito dei leoni da tastiera dei diritti neri. Il motivo della protesta? “Non ci rappresenta”. E’ bianca, non è di colore.
E le femministe nostrane? Non hanno dato grande importanza alla cosa. Loro che esaltano lo ius soli, l’integrazione assoluta, la non discriminazione a 360 gradi. Pensate se fosse capitato in Italia, di fronte alle numerose polemiche che hanno accompagnato manifestazioni culturali o sportive, quando qualcuno ha osato dire che una nera non esprime il Dna italiano, o un trans non può gareggiare nelle competizioni riservate alle donne e viceversa. Ci pare che il generale Vannacci sia stato lapidato per aver detto che la nota pallavolista Egonu per i suoi tratti somatici“non rappresenta l’italianità”.
Ecco. Il buon senso da noi è ormai un optional. E Satana è diversamente buono.

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