Malattia X: l’OMS individua un nuovo rischio

lunedì, 2 Ottobre 2023
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Un prototipo di vaccino “universale” per una malattia ancora sconosciuta, pronto a contrastare qualsiasi virus potenzialmente pericoloso per l’uomo. Il progetto Malattia X è la risposta più logica alla pandemia da Covid-19. Agli occhi dei più scettici però, si tratta di un vero e proprio incubo. Ecco di cosa si tratta.

 

Parola chiave: prevenzione. Dopo la tragica (e costosa) esperienza del coronavirus, per l’OMS giocare di anticipo sembra l’unica strada realmente percorribile. Per questo motivo a tornare in auge è un piano d’azione nato già nel 2018, il suo nome originale è Disease X.

Già prima della pandemia, in tempi non sospetti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva ipotizzato il rischio di una nuova pandemia, derivante da un ceppo ancora sconosciuto. Gli esperti avevano già individuato l’importanza di investire e lavorare sulla creazione di un vaccino “versatile”, adattabile ad ogni evenienza. Se il progetto risulta scientificamente rilevante in ottica futura però, costituisce un terreno altrettanto fertile per tutte quelle teorie del complotto che hanno alimentato il dibattito pubblico durante la pandemia da Covid-19. 

Il grande business dei vaccini, tanto glorificato quanto condannato negli ultimi anni, continua comunque a turbare il sonno di milioni di persone. Parliamo di chi nel lavoro delle grandi case farmaceutiche ripone soprattutto scetticismo e diffidenza. La storica azione congiunta, che partendo proprio dai laboratori di queste aziende ha contribuito in modo decisivo alla lotta contro il covid, si trova infatti nuovamente sotto attacco. Il panorama social negli ultimi giorni pullula di teorie secondo le quali dietro l’intero progetto si celerebbero finalità lucrative o addirittura criminali. Al centro del ciclone complottista, regge ancora il concetto di pandemia strumentalizzata, creata ad hoc dai “poteri forti”, eppure tra esperienza diretta e rapporti scientifici, dovremmo ormai possedere tutti gli strumenti necessari a riconoscere i veri effetti di una crisi sanitaria.

La ex presidente della task force sui vaccini del Regno Unito Kate Bingham, ha recentemente dichiarato al Mail Online, che un’ipotetica nuova pandemia causata da uno dei tanti virus già esistenti, rischierebbe di causare oltre 50 milioni di morti. Come logica conseguenza di ciò, investire sulla creazione di una serie di nuovi vaccini prototipo pronti per essere ultimati in base alle esigenze, sembrerebbe il modo migliore di contenere le tragiche conseguenze annunciate. A sostenere ulteriormente l’importanza del progetto, Kate Bingham ha aggiunto che i tre attualissimi fenomeni di “globalizzazione, sovrappopolamento delle città e deforestazione“, costituirebbero i fattori chiave per una rapida diffusione del virus.

 

In conclusione, lo scenario attuale vede ancora due categorie protagoniste. C’è chi continua a sostenere il progresso farmaceutico e chi continua a condannarlo. Non sono da sottovalutare però le dinamiche interne. L’eredità che la pandemia da Covid ha lasciato sul piano sociale non è del tutto florea. Il fenomeno del complottismo ha infatti registrato un aumento significativo, con cui il progetto Malattia X dovrà necessariamente fare i conti.

 

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