Torna lo spettro della guerra nucleare

martedì, 3 Ottobre 2023
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Nessuna persona in occidente può neanche lontanamente immaginare l’utilizzo di una bomba nucleare sul proprio Paese. Nessuna persona sana di mente al mondo utilizzerebbe un’arma nucleare dopo i terribili esempi di Hiroshima e Nagasaki. Poi, c’è Vladimir Putin. Secondo gli ultimi report pubblicata da Baza, un giornale indipendente russo con collegamenti all’interno dell’ex KGB, gli alleati di Putin starebbero spingendo il presidente russo a testare un ordigno nucleare sul territorio ucraino con l’obiettivo di intimidire l’occidente e spingerlo a smettere di supportare Kiev nel conflitto contro i russi.

Lo spettro della guerra nucleare sembra quindi sempre più reale. Baza ha infatti pubblicato un documento che proporrebbe un’esercitazione nazionale basata sullo scenario atomico, dove una serie di task force dovrebbero evacuare migliaia di persone da zone “radioattive” nell’arco di poche ore. Bisogna ricordare come la Russia attualmente sia la nazione con più testate nucleari all’interno del proprio arsenale, ben 5,889, seguita dagli Stati Uniti D’America con 5.428 “warheads”. Gli USA però, hanno circa 100 missili attivi in più (pronti ad essere lanciati in qualsiasi momento), rispetto a Mosca.

Certo, secondo le analisi e gli scenari tridimensionali testati dai migliori scienziati atomici del mondo, basterebbero appena 100 bombe nucleari sganciate strategicamente a distruggere un’intera società e circa 1000 per devastare il mondo intero. Di conseguenza, qualora una vera e propria guerra nucleare iniziasse, sarebbero davvero pochi i missili necessari a terminare, in questo caso, l’intera popolazione ucraina e, molto probabilmente, buona parte dei cittadini delle nazioni circostanti.

Nello scenario moderno però, tenendo conto che Putin abbia ancora un minimo di umanità e non decida di uccidere anche tutti i suoi soldati, la Russia potrebbe utilizzare con maggiore probabilità le Armi Nucleari Tattiche. Ovvero, piccoli ordigni nucleari da utilizzare durante un conflitto terrestre dove i due eserciti non sono troppo distanti.

Il 25 marzo di quest’anno il Presidente russo ha infatti posizionato alcuni missili Iskander (missili balistici tattici e ipersonici a corto raggio) in Bielorussia. Questi missili sono estremamente precisi ed efficaci, possono trasportare testate nucleari di piccole dimensioni e superare con facilità la maggior parte dei sistemi antiaerei. Il sistema Iskander può raggiungere fino a 2000 km di distanza secondo gli ultimi studi, questo significa che Putin potrebbe in qualsiasi momento testare questi missili su qualunque parte dell’Ucraina, prediligendo probabilmente territori non troppo abitati per evitare una massiccia divulgazione. Qualora Putin decidesse infatti di passare al nucleare, moltissimi analisti dubitano che “l’ultimo Zar” attacchi Kiev, Odessa, Dnipro o altre grandi città. Un attacco del genere sarebbe probabilmente considerato disumano anche dagli alleati storici della Russia, prima tra tutti la Cina, che per a seguito di un’azione del genere potrebbe allontanarsi ancora maggiormente da Mosca.

La speranza, ora, è quindi incredibipmente riposta nello stesso soggetto che quotidianamente spaventa tutti, Vladimir Putin. Che anche un uomo così concentrato sulla vittoria capisca che il prezzo del nucleare è troppo grande?

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