Sembra essere un tracollo totale, quello che Olaf Scholz, Cancelliere tedesco di 65 anni proveniente dal Partito Socialdemocratico, sta vivendo. Dopo essere stato duramente criticato da numerose personalità politiche italiane ed europee per la questione migratoria, Scholz ha subìto la più drammatica sconfitta elettorale della sua carriera, con il Partito Socialdemocratico che ha ottenuto il peggior risultato dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi nelle elezioni di Assia e di Baviera.
L’intera coalizione di governo, in realtà, ha subito una pesante sconfitta nelle elezioni dei due land tedeschi. Cio’ è avvenuto soprattutto grazie allo sviluppo della destra tedesca, rappresentata nell’elettorato più moderato dal CDU/CSU, partito di orientamento democristiano, e nell’estrema destra dall’Alternativa per la Germania (AfD).
Il CSU, partito gemello al CDU ma presente solamente in Baviera, ha ottenuto il 37% mentre Alternative fur Deutschland ha sfiorato il 15%, migliorando di più di 4 punti percentuali il risultato del 2018. Scioccante il risultato del primo partito di governo: l’SPD ha infatti ottenuto l’8% in Baviera, ben 7 punti sotto gli estremisti e con uno scarto di addirittura 4 milioni di voti. La destra quindi, anche grazie ai conservatori degli “Elettori Liberi di Baviera” che hanno portato 2 milioni di voti, ha di gran lunga superato il 50% e avrà una stabile maggioranza nel Land. Incredibilmente, anche i verdi, un altro partito in forte sviluppo in Germania, hanno perso 6 seggi rispetto al 2018, ottenendo comunque un ottimo 14%.
Situazione molto simile anche in Assia, dove il CDU ha ottenuto il 35% totale, seguita dall’AfD al 18% e dal SPD al 15%.
Il governo di Berlino, chiaramente, non convince. Lo stesso segretario socialdemocratico Kevin Kühnert ha ammesso durante un’intervista che: “Se tutti i partiti della coalizione perdono in entrambi gli stati federali, ciò invia anche un messaggio a Berlino“. Il cancelliere non convince, il governo federale non ingrana e l’economia non marcia; eppure, il problema per i tedeschi sembra essere un altro: la politica migratoria.
Durante un sondaggio condotto da un importante centro di studi tedesco, circa l’80% degli elettori tedeschi nelle due “regioni” considerava la questione migratoria il fulcro della politica tedesca e, quindi, il motivo per il loro voto. Scholz ha infatti più volte fatto capire di essere favorevole a una politica immigrazionista molto accogliente, mentre gli elettori Bavaresi e dell’Assia si sono detti fortemente contrari all’accoglienza totale, chiedendo per una: “diversa politica di asilo e migrazione, in modo che meno persone arrivino”.
La questione rifugiati è quindi il punto di forza del centrodestra e, soprattutto, degli estremisti dell’Alternativa, che chiedono a gran voce una Germania chiusa e libera, ma anche lontana dalle politiche “green” e dallo sviluppo sostenibile. Nel partito militano infatti moltissimi negazionisti del cambiamento climatico che vorrebbero abbandonare le politiche verdi in favore di industrie più competitive globalmente (e quindi, più inquinanti).
A due anni dalle prossime elezioni federali tedesche, e a meno di due anni dalla sua elezione come cancelliere federale, Olaf Scholz sembra essere destinato al fallimento. Probabilmente il socialdemocratico diventerà il primo cancelliere a non essere rieletto dai tempi di Kiesinger nel 1969. La domanda che ora molti tedeschi si pongono è: qualora il trend fosse riconfermato anche alle elezioni europee, non sarebbe più giusto indire nuove elezioni e garantire alla Germania una nuova stabilità politica appoggiata dal popolo?



