Elezioni in Polonia: la maledizione spagnola continua

La Polonia è andata a votare, ma l’apparente vittoria di Tusk è in realtà a metà.

A confermarsi come primo partito è stato il PiS che da solo non ha però la maggioranza e nemmeno un alleato a cui appoggiarsi.
Lo stesso è accaduto in Spagna dove il capo del partito popolare di centrodestra, Feijóo, vinse le elezioni senza ottenere il numero necessario per formare il governo e per questo ha dovuto lasciare lo scettro al secondo classificato, il socialista Sánchez.
Insomma, una storia maledetta che sembra ripetersi.

Gli exit poll delle elezioni polacche sanciscono quindi una vittoria fake per l’europeista Donald Tusk, che ha comunque esultato: “Il periodo cupo è finito, il regno populista di Diritto e Giustizia è finito. La Polonia ha vinto, la democrazia ha vinto”.

La svolta c’è stata, ma in termini di voti. 

L’affluenza alle urne è infatti stata da record: 72,9%, la più alta da quando la Polonia vota in democrazia. 

Sui risultati si è espresso l’ex Premier Romano Prodi che ha dichiarato: “Abbiamo un cambiamento enorme e si tratta di un messaggio importantissimo per l’Europa. La Polonia era la vera alternativa al progresso dell’Europa, assieme all’Ungheria, che ho sempre pensato molto più difficile da cambiare perché ha altre caratteristiche.
In Polonia c’era un’opposizione forte, nessuno pensava che vincessero così in fretta ma si preparava questo cambiamento. Il fatto che sia avvenuto molto più rapidamente del previsto è qualcosa di nuovo, è un messaggio importantissimo per l’Europa, dà un’enorme speranza sul futuro”.

Prodi ha infine aggiunto: “La Polonia è un grande Paese e il governo di Kaczynski si era messo in tensione con tutti, compresa la Germania, non solo con la Russia ma con tutti i vicini.
Adesso avremo una Polonia che collabora ed il fatto che il prossimo probabile primo ministro sia l’ex Premier Donald Tusk, che è stato uno dei responsabili della politica europea, è un cambiamento molto importante, anche simbolico”.

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