La guerra arriva in Europa, c’era da aspettarselo. L’invito al Jihad lanciato dalle belve di Hamas ha raggiunto le cellule islamiste dormienti nel nostro continente. A essere colpita stasera è stata, come già accaduto negli anni passati, la “capitale” dell’Ue, Bruxelles.
Un uomo ha aperto il fuoco con un kalashnikov, nel centro cittadino, urlando «Allah akbar» e poi fuggendo in scooter. Almeno due persone, di nazionalità svedese, sono morte. Diversi i feriti. Questa sera si disputava la partita di calcio Belgio-Svezia e, secondo le informazioni riportate dai media belgi, le due vittime indossavano maglie della nazionale di calcio svedese. La competizione sportiva è stata sospesa e poi cancellata per motivi di sicurezza, non appena arrivata la notizia dell’attentato. Il pubblico è stato fatto defluire dallo stadio intorno alla mezzanotte.
La sparatoria è avvenuta verso le 19.15 nei pressi di Place Sainctelette. Nelle immagini scattate da un residente della zona, si vede un uomo con una giacca arancione fluorescente e un casco bianco, un’arma in mano, salire su uno scooter e fuggire. Avrebbe sparato a un’auto prima di colpire due persone in un taxi.
Che si tratti di un attentato concepito all’interno cellule islamiste in Europa lo dimostra l’uso del kalashnikov. Un cane sciolto non potrebbe certo disporre di un’arma simile.
Si è poi appreso in serata che l’attentatore ha rivendicato la sua appartenenza all’Isis. «Sono un mujahid dello Stato islamico», ha gridato prima di fuggire. «Amiamo chi ci ama – ha aggiunto- e odiamo chi ci odia. Si vive per la fede e si muore per la fede. Sono pronto a incontrare Dio felice e sereno».
Il killer è stato identificato come Abdesalem L. È un tunisino di 45 anni e, secondo notizie non confermate, sarebbe un richiedente asilo dal 2019.
L’allarme per possibili azioni terroristiche in Europa a seguito della guerra in Israele è stato diffuso qualche giorno fa. Ad Arras, in Francia, un insegnante è stato ucciso nei giorni scorsi da un islamista di origine cecena.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha anche prospettato la possibilità che siano annullate cerimonie pubbliche per non offrire bersaglio ai terroristi. Le celebrazioni per la Festa delle Forze Armate, il 4 Novembre, potrebbero essere sospese.



