Amato a capo della Commissione IA: l’ironia dei social

mercoledì, 25 Ottobre 2023
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Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio, della Corte Costituzionale e Ministro dell’Interno, è stato nominato presidente della nuova Commissione Algoritmi, creata con lo scopo di analizzare l’impatto dell’IA in particolare sul mondo dell’editoria e dell’informazione. La nomina, apparentemente, non sarebbe piaciuta alla Premier Giorgia Meloni, non per il nome in sé ma per essere stata tenuta all’oscuro di questa decisione.

Allo stesso tempo, la nomina ha scatenato l’ilarità del web. Nessuno osa criticare Amato in sé, poiché le capacità dell’ex ministro sono indiscutibili e siamo sicuri che guiderà perfettamente la nuova commissione. Le prese in giro sono più rivolte all’età del nuovo presidente, soprattutto se messe a confronto con personaggi con ruoli simili in Europa.

Amato, 85 anni compiuti a maggio, coprirà infatti lo stesso ruolo di Ian Hogarth, imprenditore di 38 anni specializzato nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, laureato a Cambridge in computer science e fondatore di ben due startup basate su un sistema di Intelligenza Artificiale.

Gli utenti di X (ex-Twitter) e Facebook non hanno preso molto bene questa notizia, chiedendosi cosa possa capire un uomo di 85 anni di un argomento che difficilmente comprendono i giovani di oggi. Certo, la commissione non analizza unicamente l’IA in sé ma l’impatto sull’informazione, quindi un uomo con l’esperienza politica di Amato sicuramente potrebbe tornare utile. Eppure questa nomina rende chiaro quanto in Italia siamo completamente incapaci di rinnovare la politica. Il Governo inglese, per quanti problemi possa avere e critiche possa ricevere, ha compreso l’importanza di “ringiovanire” la politica e soprattutto i tecnici che lavorano all’interno di essa.

Scegliere un 38enne con un curriculum del genere è un chiaro messaggio: l’IA è un tema chiave, che cambierà probabilmente il mondo nei prossimi 10 anni e noi gli diamo il peso che merita. Al contrario, scegliere un uomo di 85 anni che non ha lauree inerenti al tema e sicuramente non comprende l’Intelligenza Artificiale allo stesso modo di un ingegnere informatico o di un esperto di machine learning.

La situazione diventa ancora più critica quando si comprende come questa commissione non sia altro che il doppelganger incentrato sull’editoria del Comitato per una strategia sull’IA, composto da 13 esperti del settore che dovranno stilare nell’arco di 4 mesi una lista di direzioni che il nostro Paese dovrebbe intraprendere nel mondo digitale.

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