“L’evidente tentativo della colonia di Israele di commettere un genocidio contro il popolo palestinese è più forte che mai”. E ancora: “I leader israeliani e tutti i leader che sostengono Israele, che finanziano il paese e il suo esercito dovrebbero essere processati per crimini di guerra”. No, non state leggendo un post di Forza Nuova o di qualche gruppo di estrema sinistra; a pubblicare queste durissime frasi è l’associazione Fridays for future, la cui leader Greta Thunberg si era fatta fieramente fotografare qualche giorno fa con un cartello “Stand with Gaza” dopo essere rimasta del tutto silente di fronte alla mattanza di uomini, donne e bambini fatta dai terroristi di Hamas.
Il post, pubblicato su Instagram, accenna solo alla fine e in maniera vaghissima ai crimini dell’organizzazione palestinese, mentre ripete in maniera ossessiva i presunti crimini della “entità sionista”, arrivando al punto di scrivere Isr*el con l’asterisco, come fosse una parolaccia da censurare.
Se fino a pochi giorni fa le intemerate della giovane attivista svedese suscitavano al massimo qualche rimbrotto paternalistico, questa volta le risposte forti sono arrivate. Il primo a esprimersi è stato il Jerusalem Post, che ha rilanciato la lettera aperta alla pasionaria dell’ambientalismo firmata dai principali attivisti per l’ambiente israeliano: “È così che immagini la lotta per i diritti umani? – si domandano.. Con l’uccisione a sangue freddo di civili, lo stupro delle donne e il rapimento di bambini piccoli e anziani? Tutto questo ti suona come parte della lotta per la libertà? Sei seriamente dalla parte di chi rapisce una nonna e i suoi nipoti?”.Con toni più asettici ma ancora più affilati si è espresso il più autorevole quotidiano tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ha analizzato punto per punto il delirante post dei gretini notando clamorosi paralleli con i peggiori stereotipi antisemiti. Il risultato è già nel titolo dell’articolo, che recita: “Fridays for future parla come Hamas”.Dal contenuto del post si è dissociata solo l’ala tedesca dell’associazione, che ha pubblicato un comunicato molto chiaro, nel quale spiega che “no, l’account internazionale non parla per noi. No, il post non è stato coordinato con noi. No, non condividiamo i contenuti». Troppo poco secondo la comunità ebraica tedesca, che ora chiedono che il gruppo Fridays for future locale cambi nome all’organizzazione e cessi ogni contatto con il resto dell’associazione Fridays for future. E Greta cosa fa? Rilancia con un tweet che ha come hastag principale #StandWithGaza accompagnato da una foto che la ritrae con in mano l’ennesimo cartello “Justice for Palestine”. Ancora nessuna condanna di Hamas, nessun messaggio di cordoglio per le vittime civili israeliane.D’altra parte la tendenza a usare espressioni forti, quando non verbalmente violente, è sempre stata parte della retorica della Thunberg. Ma finché si esprimeva su un tema come quello del cambiamento climatico destava quasi sempre simpatia. Ora che lo stesso metodo viene usato per esprimersi su questioni molto più delicate forse si comincerà a capire quali rischi nasconda la retorica adolescenziale della Thunberg e dei suoi seguaci.


