La Venere degli Stracci rinasce dalle ceneri: a Napoli dal 24 gennaio

domenica, 29 Ottobre 2023
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Venere

La Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto risorgerà, è il caso dirlo, dalle proprie ceneri. Lo scultore piemontese ha quasi ultimato la nuova versione dell’istallazione che sostituirà in piazza Municipio, a Napoli, quella andata a fuoco per mano di un senzatetto lo scorso 12 luglio, a meno di un mese dall’inaugurazione. Negli ultimi giorni una squadra di operai ha effettuato la rimozione della struttura, una gabbia di acciaio che è stata completamente smontata e trasportata in un deposito comunale. Lo scheletro sarà riutilizzato per la nuova opera di Pistoletto, che però sarà completamente protetta e utilizzerà materiale ignifugo. La nuova Venere resterà in piazza Municipio per quattro mesi, a partire della sua inaugurazione, prevista il 22 gennaio 2024. «Troveremo una collocazione permanente per la Venere, donata alla città dal maestro Pistoletto. Questo è un grande patto d’amore tra l’artista e la città – spiega il sindaco Gaetano Manfredi – nel periodo in cui sarà esposta in piazza Municipio ci sarà attenzione nell’assicurare una protezione dell’opera, senza però precludere quel senso di un’arte pubblica che abbia una fruizione libera da parte dei cittadini».

La nuova installazione rappresenta per l’ex rettore «una ripartenza e una rinascita di questa esperienza dopo un momento di sofferenza e di difficoltà. Interiorizza anche questo episodio che si è verificato e che è stato molto traumatico, però l’arte è anche metabolizzare il presente».

Anche per il curatore Vincenzo Trione il rogo è stato un evento doloroso, forse destinato a entrare in futuro nei libri di storia dell’arte contemporanea. «Sono rimaste ferite e rovine. Pistoletto ha deciso di utilizzare la struttura incendiata proprio per realizzare la nuova Venere degli Stracci che tiene in sé – spiega Trione – il relitto sopravvissuto al rogo. E, insieme, ha scelto di far vivere il suo gesto oltre l’opera stessa, donando la versione monumentale della Venere alla città di Napoli». L’artista ha infatti deciso di realizzarla a proprie spese e i fondi raccolti grazie a una campagna di crowdfunding, denominata “Ricostruiamola!” e affidata all’associazione Altra Napoli EF allo scopo di finanziare la realizzazione della nuova installazione, saranno invece destinati ad associazioni del territorio con finalità sociali.

«Questa è un’opera vitale, l’avvenimento è stato vitale nella sua drammaticità. Anche al teatro, noi andiamo ad assistere ai drammi della società e questa è un’opera drammatica in sé, che ha vissuto il dramma dal vivo. La Venere è nata per rigenerare – spiega Pistoletto – noi dobbiamo rigenerare, mettere assieme gli stracci della Venere per rigenerare la società. Quella che stiamo facendo adesso è un’opera rigenerativa, che significa curare la società. Voi avete ospitato la Venere, ora dobbiamo passare alla cura, la cura della rigenerazione che porta come simbolo la Venere in questa città. Noi dobbiamo sapere che la società – aggiunge Pistoletto – è fatta di veneri e di stracci. Gli stracci rappresentano quella parte, la parte degenerante, della bellezza, che invade il mondo: le coste africane sono ricolme di stracci portati dai Paesi consumistici, che noi riteniamo impeccabili, e sono lì a colpevolizzare qualcuno».

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