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Trapianti d’organo: in un libro il “taccuino semiserio della dialisi”

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trapianto d'organi

Per passare dal dramma personale all’ironia basta, si fa per dire, un libro. Giusto per strappare un sorriso, perché il dramma personale resta e il libro, per quanto originale e pregevole, passa nella speranza che lasci almeno una traccia profonda nell’animo del lettore. “Si prega di attendere”, racconto semiserio di una metamorfosi, è l’irriverente “taccuino della dialisi” di Roberta Borrelli, ex tennista, costretta a reinventare se stessa per affrontare la malattia.

Per la casa editrice “Marlin” esce un romanzo di formazione unico nel suo genere, che riesce a parlare di un tema difficile, come quello della donazione di organi, con leggerezza, sensibilizzando i lettori intorno a una questione socio-sanitaria senza pietismi, con ironia e garbata comicità. E’ la storia vera di una giovane e brillante tennista, travolta dalla malattia, costretta ad abbandonare lo sport e a reinventarsi, che sceglie di raccontarsi durante le sedute di terapia dialitica: “Si prega di attendere”, appunto. Un brillante romanzo di formazione, che aiuta ad accettare i cambiamenti, le difficoltà, le metamorfosi che la vita richiede, facendo riflettere e sorridere, diventando anche socialmente utile. Il ricavato dell’autrice proveniente dalla vendita del libro servirà a sostenere, infatti, l’attività e le campagne informative di Aned e Aido.

Partendo dall’espediente narrativo di un “taccuino della dialisi”, come strumento per ingannare il tempo della sofferenza, la Borrelli, medico e paziente al tempo stesso, che sperimenta sulla sua pelle l’esperienza della malattia autoimmune, della dialisi e dell’attesa del trapianto, riesce a parlare di un tema difficile con sorprendente leggerezza, sensibilizzando i lettori intorno a una enorme tematica socio-sanitaria, senza pietismi e toni tragici, ma con ironia e, a tratti, con comicità favorendo dinamiche motivazionali utili a tutti, non solo ai diretti interessati. La sua vicenda fa viaggiare il lettore anche nella cultura giovanile, nel vivace clima degli anni ’90, nel vissuto di una generazione spensierata e animata da grandi speranze accendendo, nello stesso tempo, una luce sulla vita vera la speranza, la morte, il perdono di una maternità subita, lo sport come salvezza e condanna; la coppia, narrata da una persona a rischio, che con una scrittura irriverente, spezza, con ironia, un sorriso divertito e amaro. Un turbinio di pensieri e di sensazioni, nonostante sia ancora “in lista di attesa”, ma nell’incrollabile speranza di entrare in quel fortunato gruppo di viventi, come raccontò un magnifico film francese del 2016, che possono essere “riparati”.

«C’è ancora una cosa – scrive nelle ultime pagine del suo libro la Borrelli, guardando negli occhi il lettore – che per me e per gli altri 8999 viaggiatori fermi sulla banchina in attesa del “treno per la vita” si può fare ed è il trapianto. Ma può esserci trapianto solo se ci sono organi disponibili, e finché la medicina non arriverà a creare organi artificiali l’unico modo per poter avere organi è che tutti dicano “sì” alla donazione di organi e tessuti dopo la morte. Dal 2021 puoi dichiararti donatore di organi e tessuti dopo la morte all’emissione o al rinnovo della carta d’identità presso il tuo comune, o puoi rivolgerti alla tua Asl nella quale esiste personale formato e che può inserire i tuoi dati nel Sistema Informativo Trapianti, database nazionale al quale accedono i medici delle rianimazioni. Ma siccome viviamo in un mondo smart, puoi pure decidere di dichiararti donatore con un click. Accedi al sito del ministero della salute sceglididodnare.it oppure scarica l’App di Aido, dove registrandoti con la carta d’identità elettronica o lo spid potrai dire il tuo “sì”. Oppure vai sul sito aned-onlus.it, associazione che da cinquant’anni tutela i pazienti emodializzati e trapiantati, o su quello dell’Aido, aido.it, che da cinquant’anni raccoglie la speranza in un “sì”».

Roberta Borrelli vive e lavora a Salerno. Ex tennista professionista, odontoiatra è co-referente dello Sportello amico trapianti dell’Asl di Salerno, è delegato dell’Associazione nazionale emodializzati (Aned).

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