Eurispes: l’antisemitismo in Italia è un fenomeno sottovalutato

sabato, 4 Novembre 2023
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antisemitismo

La guerra atroce e sanguinosa che infiamma il Medioriente non ha solo traumaticamente ricordato alle coscienze obnubilate del mondo l’esistenza di una questione israelo-palestinese ancora viva e vegeta, ma ha pure riacceso una latente, transnazionale, mai estinta avversione per gli ebrei. Perché bisogna dirlo, seppur a denti stretti: la comunità internazionale simpatizza per i palestinesi nonostante le recenti nefandezze perpetrate da Hamas. Anche se l’equazione Palestina uguale a terrorismo, ovviamente, non sta in piedi.

E’ bastato il primo cruento scontro a ridosso della Striscia di Gaza per scatenare decine di cortei pro Palestina, mentre dal 7 ottobre si sono moltiplicate manifestazioni antisemite in mezza Europa. Nelle ultime ore a Milano nei pressi di due abitazioni di famiglie di origine ebraica sono spuntate due stelle di David, casi analoghi si sono verificati presso il cimitero ebraico di Vienna e tra il 13mo e il 14mo arrondissement di Parigi, non lontano da abitazioni di famiglie ebraiche. Non molto tempo fa a Roma, per tornare a casa nostra, si sono verificati gesti di chiara matrice antisemita: a Trastevere, per esempio, sono state vandalizzate alcune pietre d’inciampo, testimonianza del rastrellamento degli ebrei romani avvenuto nell’ottobre del 1943.

Alla luce di questi fatti, è improvvisamente tornato attuale uno studio del 2020 dell’istituto di ricerca Eurispes secondo il quale lo scoppio del conflitto mediorientale ha riacceso l’antisemitismo nel Vecchio Continente, rispolverando un passato remoto che sembrava sepolto. Si spiega perché, assistendo a tale fenomenologia, secondo lo studio Eurispes una parte minoritaria, ma non sottovalutabile, degli italiani non credeva all’Olocausto e abbracciava alcuni stereotipi legati al popolo ebraico.

Ma i gesti ai quali assistiamo oggi, sottolinea lo studio, in relazione al conflitto odierno, hanno in realtà radici più profonde, legate allo scetticismo e al complottismo che dilaga nel presente e affonda nel passato. Nel Rapporto Italia del 2020 dell’Eurispes emerse, appunto, che il 15,6% degli italiani nega l’Olocausto, a fronte dell’84,4% non concorde. Invece, l’affermazione secondo cui l’Olocausto non avrebbe prodotto così tante vittime, come viene sostenuto, trova una percentuale di accordo solo lievemente superiore: 16,1%, mentre il disaccordo raggiunge l’83,8% degli italiani. Secondo il 23,9% degli italiani, inoltre, gli ebrei controllerebbero il potere economico e finanziario e, a detta di più di un quinto degli italiani intervistati (22,2%), controllerebbero i mezzi d’informazione.

La tesi secondo cui gli ebrei determinano le scelte politiche americane incontra la percentuale più elevata di consensi, pur restando minoritaria: il 26,4%, contro un 73,6% di pareri contrari. Complottisti e negazionisti sono a destra come a sinistra e, a sorpresa, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, il negazionismo è molto radicato nel centro-sinistra. La tesi secondo cui gli ebrei controllano il potere economico e finanziario trova accordo in percentuale superiore alla media tra gli intervistati che si collocano politicamente al centro-destra (33,3%) e a destra (31%), meno tra quelli di centro (7,7%) e di sinistra (17,2%). Risultati analoghi si riscontrano rispetto al presunto controllo dei mezzi di informazione da parte degli ebrei.

Per quanto riguarda l’influenza decisiva degli ebrei sulle decisioni politiche americane, la tesi trova sostegno soprattutto tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (33,5%) e tra quelli di destra (31,8%) e centro-destra (31,8%). La credenza che la Shoah non abbia mai avuto luogo vede la più alta percentuale di soggetti concordi tra gli elettori di centro-sinistra (23,5%). I revisionisti risultano più numerosi della media a sinistra, per il 23,3% l’Olocausto degli ebrei è avvenuto realmente, ma ha prodotto meno vittime di quanto si afferma di solito, e al centro (23%). L’indagine dell’Eurispes si interrogava anche sul valore che i crimini d’odio contro gli ebrei ricoprono nella società di oggi. Secondo la maggioranza degli italiani, gli episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un comune sentire nostro Paese (61,7%).

Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo che avvengono in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo. Alla luce dell’analisi dei dati dell’Eurispes, si può affermare che l’antisemitismo e il negazionismo dei crimini contro gli ebrei siano tematiche striscianti e presenti, e non da oggi, nel tessuto sociale italiano. Il conflitto in atto, chiosa l’Eurispes, non ha fatto altro che riabilitare vecchi e noti crimini d’odio e intolleranza, e anzi li ha acuiti.

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