Papa Francesco: la salute, la delusione Lgbt e il caso Rupnik

martedì, 7 Novembre 2023
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Papa Francesco sta male? A sentire il diretto interessato sì, ma la sala stampa vaticana minimizza.

Incontrando i rabbini europei il pontefice ha detto loro: “Buon giorno, saluto tutti voi e vi do il benvenuto. Grazie di questa visita che a me piace tanto ma succede che io non sto bene di salute e per questo preferisco non leggere il discorso ma darlo a voi e che voi lo portiate”.

Chi ha assistito all’incontro ha riferito che il papa avrebbe pronunciato queste parole con la voce molto affaticata. Naturalmente non ci è voluto molto a far circolare la notizia e a far temere per la salute di Bergoglio. Ma ecco che la sala stampa è corsa a precisare: “Papa Francesco ha un po’ di raffreddore e una lunga giornata di udienze. Aveva il desiderio di salutare individualmente i rabbini europei e per questo ha consegnato il discorso. Per il resto le attività del Papa proseguono regolarmente”, ha riferito il direttore Matteo Bruni.

Non sono certamente giornate tranquille quelle che il pontefice sta vivendo. E’ di queste ultime ore un articolo pubblicato da Vanity Fair in cui sembra palesarsi tutto il disappunto dei cattolici progressisti per quanto (non) andato in scena al Sinodo dei vescovi. Francesco è soprattutto accusato di ambiguità nei confronti del mondo Lgbt, visto che al di là delle dichiarazioni e dei gesti compiuti anche di recente, nessun progresso è stato compiuto nei confronti di un riconoscimento delle coppie omosessuali.

Il papa è sospettato di essere schiacciato fra accoglienza e ideologia, fra il volersi mostrare vicino alle persone gay ma mantenendo ferma la posizione critica della Chiesa nei confronti dell’omosessualità, sconfessando chi come il cardinale Hollerich ritiene maturi i tempi per riformare il catechismo.

Per esempio si fa riferimento al colloquio avuto da Francesco con suor Jeannine Gramick, la suora americana da sempre impegnata al fianco delle persone gay, lesbiche e transessuali e in passato per questo richiamata e sanzionata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Bergoglio non sarebbe ritenuto coerente nell’incoraggiare l’impegno di suor Gramick e nell’apprezzare le sue attività al fianco delle persone Lgbt, e nel ribadire che il matrimonio per la Chiesa è soltanto quello fra uomo e donna.

Ma non è tutto, perché non sono piaciute affatto le recenti considerazioni del pontefice su altri due temi scottanti e che hanno tenuto banco nell’assemblea sinodale: l’ordinazione delle donne e l’abolizione del celibato obbligatorio. Nel primo caso Francesco ha ribadito l’impossibilità di poter ordinare le donne per ragioni di ordine teologico, nel secondo ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di modificare le norme sul celibato dei sacerdoti, passando la palla a chi verrà dopo di lui. Da qui l’accusa di essere ambiguo e contraddittorio, aprendo le porte all’accoglienza, al dialogo, alla sinodalità, per poi riconfermare sostanzialmente la dottrina della Chiesa. Forse sta proprio in questo la stanchezza del pontefice, nell’essere tirato ogni volta per la giacchetta su ogni questione, strumentalizzando le sue dichiarazioni e creando aspettative puntualmente deluse. Perché un conto è dire di voler accogliere gli omosessuali nella Chiesa ed integrarli sostenendo l’operato di chi lavora al loro fianco, altra cosa è pensare di riconoscere il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Alla fine, come avvenuto fino ad ogg,  Bergoglio si ritrova attaccato da tutte le parti, dai conservatori che lo accusano di confondere i fedeli e allontanarli dalle verità della fede, e dai progressisti che a loro volta lo accusano di non avere il coraggio e le capacità di andare fino in fondo per rinnovare la Chiesa, limitandosi alle parole e alle forme ma lasciando invariata la sostanza.

In compenso nei giorni scorsi papa Francesco ha compiuto un gesto, che è sembrato un evidente tentativo di mettere a tacere mesi di accuse ed illazioni sul suo conto. Il pontefice ha infatti chiesto al Dicastero per la Dottrina della Fede di indagare sulle vicende che vedono protagonista padre Marco Rupnik, l’ex gesuita sloveno accusato di abusi sessuali e psicologici su diverse religiose, derogando alla prescrizione che fino ad oggi ha impedito lo svolgimento del processo. In questo modo il papa ha smentito chi, dentro e fuori la Chiesa, lo ha accusato di aver protetto e coperto l’ex confratello dimesso di recente dalla Compagnia di Gesù per disobbedienza (ma il diretto interessato sostiene di essere stato lui a dimettersi), conosciuto in tutto il mondo per la produzione artistica di mosaici. Per mesi si è anche sostenuto che sarebbe stato proprio Bergoglio ad intervenire sull’ex Sant’Uffizio per far revocare la scomunica comminata a Rupnik per aver assolto un complice in confessione. Francesco invece, nel chiedere il processo contro il religioso ha tenuto a ribadire che non esistono zone franche in Vaticano e che è necessario esaudire la richiesta di giustizia delle vittime indagando sui fatti. Ora finalmente si capirà se Rupnik è veramente quel predatore seriale descritto dalle vittime, o se invece è lui ad essere vittima di calunnie e di  accuse false costruite contro di lui per colpire un artista famoso e apprezzato in tutto il mondo e per mettere fine all’esperienza del Centro Aletti da lui fondato. Ora si vedrà se le accuse saranno confermate o se si sgonfieranno come quelle contro il cardinale George Pell.

Una mossa quella di Francesco utile anche a restituire credibilità al Dicastero per la Dottrina della Fede, dopo che dal Vicariato di Roma sono stati mossi pesanti rilievi sulla gestione del caso Rupnik da parte dell’ex prefetto, il gesuita Ladaria Ferrer, sospettato di aver agito con pregiudizio e ostilità nei confronti dell’ex confratello. Accuse che fra le altre cose hanno portato Ladaria a dimettersi da padre sinodale. Ora il nuovo prefetto, il neo cardinale Victor Fernandez scelto da papa Francesco con il compito di dare un’impronta innovativa all’ex Congregazione a lungo guidata da Ratzinger, dovrà gestire la delicata pratica con la massima prudenza e meticolosità.

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