Cosa fa e da chi è composta la commissione ambiente del governo Meloni

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(Adnkronos) – Il ministro dell’Ambiente Gilberto Picchetto Fratin ed Elisabetta Casellati, ministro per le riforme istituzionali, hanno pubblicato un decreto inter-ministeriale che prevede l’istituzione di una commissione sull’ambiente. 

La commissione avrà il compito di rivedere la normativa legata all’ambiente, per preparare uno schema di legge su temi come l’inquinamento, la tutela paesaggistica, l’industria e l’edilizia.  

L’obiettivo perseguito con la commissione sull’ambiente è raccogliere le leggi attuali in un unico testo normativo coerentemente con la legge costituzionale 1/2022 che ha elevato la tutela ambientale a principio fondamentale della Costituzione. Questo intervento si inserisce perfettamente nel quadro normativo comunitario sempre più attivo e attento alle tematiche Esg. 

La commissione ambiente è presieduta da Eugenio Picozza, esperto di diritto amministrativo e docente all’Università di Tor Vergata. Picozza sarà affiancato dal coopresidente Pasquale Fimiani, magistrato sostituto procuratore della Corte di Cassazione. Tra i 32 membri ci saranno esperti e tecnici, tra cui docenti universitari, avvocati, ingegneri, ma anche ex politici. 

Quest’ultimo passaggio ha scatenato le polemiche dell’opposizione, Verdi in primis. Dure le parole di Angelo Bonelli, deputato di punta di Alleanza Verdi e Sinistra, al Manifesto: “Il decreto interministeriale Pichetto Fratin e Casellati vuole smantellare la legislazione ambientale, rendendola più flessibile e aderente agli interessi delle industrie costruttrici e petrolifere: un golpe all’ambiente. Inoltre la commissione di esperti nominata solleva ulteriori preoccupazioni, in quanto una parte significativa di essa è composta da professionisti legati a studi legali con stretti legami con importanti imprese di costruzione e società energetiche. Pichetto Fratin dovrà venire in aula e spiegare questa vergogna”, ha concluso il co-portavoce di Europa Verde. 

Il governo Meloni, insediatosi circa un anno fa, ha subito chiarito di preferire un ambientalismo ‘conservatore’ a quello ‘ideologico’, come definito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo discorso di insediamento. 

Parlando di rigassificatori, Meloni ha trasofrmato la transizione ecologica del Governo Draghi in transizione verde, rafforzando la volontà di distaccarsi da un concetto di ecologia che, secondo quest’esecutivo, mette al centro l’ambiente ma si dimentica dell’uomo. 

Il cambio di prospettiva è corrisposto al cambio nome del Ministero, attualmente guidato da Gilberto Picchetto Fratin. Sotto il governo Draghi il dicastero, allora guidato dall’attuale ad di Finmeccanica Roberto Cingolani, si chiamava Ministero per la Transizione Ecologica, oggi si chiama Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 

Lo scorso luglio, la presidente Meloni ha ribadito il punto di vista di questo esecutivo sull’ambiente parlando dal palco dell’Assemblea di Assolombarda: “Quella delle materie prime critiche è una delle principali sfide del nostro tempo. Se consideriamo soprattutto la loro importanza per la transizione ecologica, transizione che, come abbiamo sempre detto e ribadito con forza in Europa, è indispensabile ma va fatta con criterio. Non può ritenersi che noi, per avviare la transizione ecologica, possiamo smantellare la nostra economia e le nostre imprese. 

La transizione ecologica e la sostenibilità ambientale devono camminare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica. Vogliamo cioè sì difendere la natura ma la vogliamo difendere con l’uomo dentro. E dell’opera dell’uomo, quella che più di tutte garantisce anche la messa in sicurezza del territorio”.  

Con questo approccio la commissione del Governo Meloni cercherà di riorganizzare e arricchire l’insieme di norme che riguardano l’ambiente. 

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