L’Italia è tornata sul tetto del mondo del tennis dopo 47 anni, grazie alla vittoria del team azzurro su quello australiano nella finale di Malaga della Coppa Davis. Jannik Sinner e Matteo Arnaldi hanno messo la ciliegina sulla torta di un torneo estremamente complesso per la squadra capitanata da Volandri, dove l’Italia ha rischiato per ben tre volte di uscire contro la Serbia di Djokovic.
Questa vittoria ha, in un certo senso, un retrogusto amaro per gli appassionati di tennis. Alcune nazioni storicamente fortissime, come la Spagna e gli Stati Uniti mancavano infatti alle final 8 di Malaga, dopo i forfait dei “big” durante la fase a gironi. L’attuale numero uno al mondo Djokovic ha tirato qualche frecciatina agli organizzatori della coppa del mondo di tennis, dicendosi stanco di giocare le finali sempre nella stessa città, che ospiterà anche nel 2024 le final 8. Ancora, Nole ha difeso i colleghi criticati durante la fase a girone che si erano assentati per recuperare la forma: da Jannik Sinner allo spagnolo Alcaraz, passando per Auger Aliassime. I tennisti, ha detto, non sono robot e hanno bisogno di recuperare la forma, soprattutto in questo periodo dell’anno. Ha poi continuato sul format dicendo:
“Ci sono molte critiche sull’argomento. Ritengo che il formato migliore sia un mix tra quello vecchio e quello nuovo. Il fatto che noi, come squadra, non abbiamo potuto giocare in Serbia per molti anni non è il massimo. La nostra gente non ha avuto la possibilità di venire a tifarci, soprattutto i giovani, i giovani tennisti. Spero che si possa tornare in qualche modo a quell’idea. è importante mettere sul tavolo le opzioni e discuterne con i giocatori e con i team. Penso che ognuno dovrebbe dire la sua: è bello giocare in casa e in trasferta. Le Finali si disputano da 5 anni in Spagna, sono troppi. Bisogna cambiare sede della fase finale ogni anno”
Ad oggi è evidente che il formato va cambiato: la Coppa Davis è l’unica coppa del mondo ad essere giocata in due momenti diversi, con la fase a gironi che si tiene a Settembre e la fase finale a Novembre. Questa divisione, considerando soprattutto il calendario già pienissimo dei tennisti tra settembre e ottobre, rende quasi impossibile per i top 20 mondiali partecipare alle fasi a gironi. L’esempio di Sinner aiuta a capire meglio questa difficoltà: il tennista altoatesino ha perso in 5 set agli US Open di New York contro il tedesco Zverev il 5 settembre. A fine match si era detto distrutto, così come Zverev e Alcaraz. Nell’arco di una settimana, Sinner sarebbe dovuto partire per Bologna, ricominciare gli allenamenti e preparare gli eventuali doppi, fondamentali per passare la fase a gironi della Davis.
Il tennista italiano, così come Alcaraz, ha quindi preferito prendersi un attimo di pausa, arrivando in forma smagliante alle Nitto finals e alle fasi finali di Coppa Davis.
La proposta migliore, per rendere migliore questa competizione, è quella di dare punti ATP con il torneo, così da spingere i tennisti a competere. Inoltre sarebbe cruciale fare tutta la coppa in due settimane nella stessa location, diminuendo magari il calendario di settembre e tenendo questo torneo dopo le ATP finals.



