Caso Apostolico, Nordio fa l’equilibrista ma chi ha davvero ragione?

sabato, 9 Dicembre 2023
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Per il momento l’unica cosa certa è che il ministro Carlo Nordio è un eccellente equilibrista.

Il ministro della Giustizia ha gestito il caso Apostolico con un equilibrismo da fare invidia e salvando  capra e cavoli.

Parliamo della vicenda che ha avuto per protagonista il magistrato di Catania Iolanda Apostolico che nei mesi scorsi ha annullato i provvedimenti di trattenimento di alcuni migranti nei centri di permanenza, sostenendo che le norme varate dal governo Meloni sarebbero in contrato con la Costituzione e con il diritto europeo. Ne è nato un caso politico, con la Lega che ha accusato il magistrato di essere pregiudizialmente ostile al governo, diffondendo filmati in cui si vede la stessa giudice partecipare in passato a manifestazioni di protesta contro i decreti sicurezza varati da Salvini ai tempi del Conte 1.

Ovviamente l’Associazione nazionale magistrati e le opposizioni di sinistra sono scese in campo a difesa del magistrato. Il ministro Nordio ha quindi aperto un’istruttoria precisando tuttavia che non si trattava di un’inchiesta contro Apostolico. Oggi sono arrivate le risultanze dell’attività ispettiva.

Nordio ha “assolto” il collega Salvini per la diffusione dei video che ritraggono la giudice e il compagno mentre partecipano a manifestazioni di protesta contro i decreti sicurezza voluti dal leader della Lega quando sedeva al Viminale, sostenendo che essendo pubblici e rintracciabili sui social non c’è stata alcuna violazione della sfera privata.

Ha assolto la giudice sostenendo che non ha commesso alcun illecito partecipando alle suddette manifestazioni dove non avrebbe tenuto comportamenti sconvenienti o inopportuni. Apostolico si era difesa sostenendo di essere intervenuta, non per protestare contro il governo ma per placare gli animi fra manifestanti e forze dell’ordine. E stando ai filmati il magistrato non mostrerebbe alcun comportamento tale da far supporre il contrario.

E qui ovviamente il ministro è stato ben attento a non creare uno scontro con le toghe, visto che l’Associazione nazionale magistrati aveva difeso il magistrato accusando la Lega di killeraggio mediatico. Ma al tempo stesso per dare un contentino a quanti nella maggioranza chiedevano provvedimenti contro l’Apostolico (la Lega ma anche Forza Italia) ha promesso che si interverrà in futuro con norme rivolte a sanzionare quei magistrati che verranno meno al dovere di mostrarsi terzi ed imparziali.

Della serie, tutti felici e soddisfatti. Resta tuttavia il problema delle sentenze assunte contro i decreti del governo da parte di un magistrato sospettato di avere sull’ immigrazione una posizione ideologica e pregiudizialmente ostile alla politica del centrodestra. Ha avuto ragione nel merito la giudice Apostolico a non convalidare il fermo dei migranti come prevedono le norme varate dal governo Meloni?

La vera domanda alla fine  è proprio questa. Perché, se l’Apostolico non ha applicato una legge dello Stato per preconcetti di tipo ideologico, il provvedimento disciplinare ci stava tutto e pure le conseguenti sanzioni. Ma se le sue sentenze sono ineccepibili in punta di diritto, allora forse sono le norme del governo a non essere effettivamente coerenti con i principi costituzionali e con il diritto europeo e a quel punto hanno ragione i magistrati a non applicarle. Delle due l’una. La Giustizia non può essere governata dagli equilibrismi politici.

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