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Infortuni e campionati infiniti: l’insostenibile leggerezza del calcio

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Gianni Infantino, presidente della Fifa, e Aleksander Ceferin, suo omologo dell’Uefa, stanno gioiosamente gareggiando per capire chi sarà il primo a rompere definitivamente il giocattolo. Complici le vagonate di milioni iniettate nel sistema dalle tv per l’acquisizione dei diritti televisivi e l’ambiziosa Opa sul calcio mondiale lanciata dagli sceicchi arabi tramite sostanziosi bonifici per sponsorizzazioni varie e soprattutto eventuali, i presidenti delle due più potenti e influenti organizzazioni calcistiche del pianeta non hanno trovato di meglio che ingolfare il già costipato calendario internazionale con nuove formule allo scopo di rendere il gioco del pallone il più “ecumenico” possibile.

Infantino è colui che è riuscito a portare per la prima volta nella storia un mondiale di calcio nelle sabbie del deserto arabico cedendo alle lusinghiere profferte di una delle monarchie assolute di quell’area. C’è stato un voto democratico, si obietterà. Certo, ma è dimostrato che la diplomazia araba in genere sa essere molto persuasiva. Così nel piccolo Qatar si è celebrato l’evento sportivo più seguito al mondo nel bel mezzo dell’alta stagione agonistica, a novembre, causando, secondo l’interessante rapporto “Howden Men’s European Football Injury Index”, pubblicato qualche giorno fa, una serie di infortuni più gravi per i calciatori dei primi cinque campionati in Europa, i quali hanno trascorso in media otto giorni in più a bordo campo nei mesi successivi al torneo a causa di infortuni. Nei cinque principali campionati europei maschili il costo degli infortuni è aumentato di quasi il 30% (da 553,62 milioni di euro a 704,89 milioni di euro). A causa di lesioni e traumi in particolare a caviglia (170%), polpaccio/tibia (200%) e bicipite femorale (130%) l’assenza dai campi di gioco si è prolungata dagli 11,35 di media dell’ottobre 2022 ai 19,41 di gennaio 2023, con relative perdite e danni per i rispettivi club. Nonostante il numero complessivo di infortuni sia diminuito in assoluto, Premier League inglese e la Bundesliga tedesca, che avevano rispettivamente il 23,6% e il 14,8% dei calciatori impegnati nel Mondiale, hanno registrato l’impatto maggiore sui tassi di infortunio. Il rapporto analizza in dettaglio anche la Liga spagnola, la Ligue 1 francese e la Serie A, quest’ultima pur non rappresentata direttamente in Qatar per la mancata qualificazione della Nazionale.

Nel corso della stagione 2022/23 il numero totale di infortuni subiti in tutti i cinque principali campionati maschili d’Europa è stato di 3.985. In Spagna, il Real Madrid ha accumulato il maggior numero di infortuni (72), il doppio rispetto ai rivali del Barcellona (36). I Blancos hanno rappresentato il 21,49% del costo degli infortuni in tutta la Liga. Il nostro campionato è pieno di stranieri per cui ha registrato in tutto 655 infortuni a fronte degli 835 della stagione precedente, per una inattività salita però a 22,31 giornate contro 18,08. Tra le numerose statistiche riportate e divise per squadra, età e ruolo dell’infortunato, tipologia e durata di infortunio, c’è anche il costo complessivo degli infortuni che, tra tutte e venti le squadre partecipanti, ammonta a circa 100 milioni.

Quest’anno il tour de force è ripreso a fine agosto e ha già macinato un terzo dei campionati nazionali e le ultime partite di qualificazione ai prossimi europei in Germania. In Italia, per dire, si giocherà ininterrottamente, senza pausa natalizia, fino al 18 marzo, giorno del prossimo raduno dell’Italia di Spalletti. E chi è impegnato in Europa dovrà disputare ben 27 partite in 120 giorni. I club italiani, insomma, scenderanno in campo ogni tre-quattro giorni. Se da una parte, non si avrà difficoltà a scegliere cosa guardare in televisione, dall’altra lo spettacolo e la salute dei calciatori potrebbero risentirne.

Si gioca troppo, oggettivamente, ma non basta perché Infantino e Ceferin, si diceva, hanno deciso di ampliare il formato dei rispettivi tornei principali. Alla prossima Coppa del Mondo del 2026, organizzata da Stati Uniti, Messico e Canada, parteciperanno non più solo 32 squadre, ma 48 e sarà l’edizione sarà la più lunga di sempre. Aumenterà anche il numero delle partite giocate: non più 64, ma 104. Negli ultimi 25 anni la manifestazione calcistica più importante non ha mai superato la durata di 33 giorni. Da United 2026 (così è battezzato il mondiale), la nuova durata del torneo salirà a 39 giorni. Da dove verrà ricavata questa settimana in più? Saranno ridotti i giorni che precedono l’inizio dei tornei nazionali rispetto alla fine delle competizioni dei club passando da una sosta di tre settimane (23 giorni) a una di sole due (16 giorni appena).

Può bastare? Non ancora. L’impareggiabile Infantino ha immaginato anche una manifestazione globale per le squadre di club. Si giocherà nell’estate del 2025 negli Stati Uniti. Sono lontani i tempi in cui i campioni d’Europa sfidavano con eroiche partite di andata e ritorno i vincitori della Coppa dei Liberatori. Archeologia calcistica. Il mondiale per club, che si giocherà ogni quattro anni, avrà la bellezza di 32 squadre partecipanti con questo criterio: Uefa (Europa) 12 posti; Conmenbol (Sud America) 6 posti; Afc (Asia) 4 posti; Caf (Africa) 4 posti; Concacaf (Centro e Nord America) 4 posti; Ofc (Oceania) 1 posto; paese ospitante 1 posto.

Ora in attesa che qualcuno progetti seriamente di destrutturare l’attuale calendario gregoriano nella speranza di renderlo più lungo, Ceferin non si è fatto sorprendere dall’intraprendenza del presidente della Fifa e ha lanciato dalla stagione 2024/2025 la nuova Champions League. Si giocherà 11 mesi su 12. Le partite saranno in totale il 47% in più rispetto alle precedenti edizioni. Il numero delle squadre partecipanti alla fase finale passerà da 32 a 36. Tutte in un girone unico. Una Superlega riveduta e corretta, ma non troppo lontana da quella immaginata dalle “cospiratrici” Real Madrid, Barcellona e Juventus.

Domanda: pur strapagati fino all’inverosimile, riusciranno i calciatori, che restano essere umani, a reggere ritmi agonistici così serrati e intensi dal punto di vista psicofisico? Quanto potranno reggere muscoli e apparato osteoarticolare a tali, ripetute, sollecitazioni? Domande che cadranno regolarmente nel vuoto. A proposito, il 13 gennaio comincerà la Coppa d’Africa…

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