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Vannacci candidato? Ecco perché dà fastidio alla sinistra e alla destra

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Perché dà tanto fastidio il generale Vannacci, al punto di essere sistematicamente usato come paradigma negativo dalla sinistra, politica, mediatica, intellettuale, specialmente quando si tratta di affrontare discorsi delicati e complessi, come i migranti, i gay, il gender, i femminicidi; ultimi totem di Pd, grillini e sinistra estrema?

E perché mette in imbarazzo pure la destra?
Il motivo è semplice. Il generale Vannacci per Pd, verdi e grillini, rappresenta per antonomasia l’orco cattivo, lo stereotipo nefasto da esorcizzare, l’avversario antropologico e simbolico del politicamente corretto. Il suo libro è diventato una sorta di “Vangelo al contrario”.
Ciò che si nasconde realmente dietro il suo successo editoriale, è proprio quello che maggiormente teme la sinistra: la vittoria della verità, della realtà; l’opinione autentica del popolo italiano, quando rifiuta l’ideologia e si accorge del suo imbroglio e delle sue trappole. Quella conquista elettorale della destra, non solo da noi, al momento non compresa fino in fondo dai suoi stessi protagonisti, che certifica una società che finalmente bolla come minoritari i temi laicisti, arcobaleno ed Lgbtq, e che vuole mettere un freno deciso e definitivo alla migrazione indiscriminata e alla criminalità diffusa.
Valori storici di destra, a partire dalla tanto vituperata triade “Dio-patria-famiglia”, sinonimo ormai di medioevo.

La domanda che i media e gli addetti ai lavori si fanno da un po’ di tempo è che ne sarà del generale Vannacci. Al punto in cui sta il militare dovrebbe fare una scelta, fare un salto di qualità personale.
L’effetto-Vannacci infatti, gioca in tre direzioni diverse. Intercetta, come detto, una percezione concreta da maggioranza silenziosa troppo a lungo trascurata e compressa dal pensiero unico laicista (è la paura della sinistra); poi, mette a nudo l’incoerenza e la debolezza dell’attuale destra di governo (da qui il suo imbarazzo), che afflitta dalla “sindrome da legittimazione”, cede sempre culturalmente alla sinistra. L’ultimo della serie, il caso-Valditara, la scelta di cavalcare demagogicamente i teoremi della sinistra, circa il fenomeno dei femminicidi, nominando la Concia (insieme a suor Monia e la Zerman), coordinatrice e garante delle lezioni in classe di educazione relazionale (come se una suora espressione del bergoglismo mediatico, un avvocato dello Stato e una militante Lgbtq possano insegnare la sessualità ai giovani).

E infine, il dato numerico: è ovvio che una “lista-Vannacci”, proprio interpretando il pensiero profondo del popolo destro, avrebbe l’effetto di svuotare Fdi e non solo. Ecco perché Salvini, nel quadro del suo recupero sovranista, per acciuffare i voti che eventualmente la Meloni potrebbe perdere (per la sua eccessiva esposizione atlantista, filo-Ue e filo-Usa, e per l’eccessiva continuità con Draghi per quanto riguarda l’economia), lo sta corteggiando per le prossime europee.

E secondo precise indiscrezioni riportate da alcuni giornali, il generale è possibilista (“sono un soldato, voglio continuare a fare con dedizione il mio lavoro, ma per il futuro non lo escudo e comunque sarò io a comunicarlo alla stampa”). I più maligni (inchiesta di Report) parlano addirittura di un paracadute qualora non fosse eletto: 300mila euro.
Sia fonti leghiste, sia il generale, smentiscono categoricamente: si tratta della solita macchina del fango, per banalizzare e colpire una nuova leadership che significa molto, destinata a sconvolgere parecchi equilibri.

Gianni Alemanno, tornato in auge col suo soggetto politico antagonista trasversale “Indipendenza”, è sicuro che il generale si sarebbe dovuto presentare con Fdi, poi l’operazione è saltata per fibrillazioni interne alla maggioranza (Crosetto?).
Desta sospetto l’ultimo incarico di capo di Stato maggiore delle Forze terrestri, da molti ritenuto un modo per bloccarlo. Guarda caso in concomitanza con un’inchiesta disciplinare che lo riguarda.
Ma di opacità il Palazzo, sia a destra che a sinistra, ci ha abituati.

 

1 Comment

  1. A me non dà nessun fastidio, mi fa solo schifo, e quelli che lo acclamano come patriota mi fanno tanta pena

    Un omuncolo abilista razzista e omofobo che confonde le discriminazioni con la libertà di pensiero

    Che era un povero defi ciente si vedeva a prima vista, mica c’era bisogno di scrivere un “libro”

    Per non parlare della suora fascista che sta sempre su tele spazzatura o rete4 a sputare sentenze sullo stato di diritto e sulla scuola pubblica italiana

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