I piccoli negozi di quartiere affrontano una crisi senza precedenti: alla fine dell’anno ne saranno saltati ben 24mila di cui quasi la metà solo nei primi sei mesi, secondo Confesercenti. Le cause sono principalmente due: i costi vivi di gestione (rincaro di fitti e bollette) e il boom del commercio elettronico. La vendita al dettaglio, dunque, è in affanno, mentre la grande distribuzione e quelle on line sono in costante crescita. È la causa diretta di una delle congiunture economiche che penalizza maggiormente il commercio di prossimità. L’Istat attesta che il decremento si riflette sia nei beni alimentari sia (soprattutto) non alimentari. Come possono rispondere i piccoli esercenti alle sfide della modernità su basi tecnologiche?
Federico Faloci e Danilo Dicorato, due giovani e visionari imprenditori di Assisi, si sono posti il problema di come affiancare e far crescere le pmi locali, considerate un punto di riferimento del tessuto sociale ed economico cittadino ma che, oggi, sono a rischio di estinzione. Hanno fondato la società di consulenza “WaveMarketing” e in breve tempo, grazie anche al supporto di quaranta collaboratori under 30, hanno supportato oltre 750 attività locali in più di cinquanta settori merceologici. L’approccio della società privilegia la qualità delle relazioni e l’efficacia misurabile delle strategie di marketing rispetto ai vanity metrics (gli indicatori di consenso sul web) e al ROI (tasso di rendimento sul totale degli investimenti) di un’impresa a breve termine.
«Il passaggio da una pmi analogica a una realtà digitale e al passo con i tempi – spiega Faloci – deve avvenire con una logica diversa da quella delle grandi aziende. A un negozio di vicinato, infatti, la visibilità sui social network può essere utile per fare conoscere l’attività sul territorio, ma questa notorietà difficilmente si trasformerà in un’acquisizione di nuovi clienti. Un like su FB o l’elevato numero di follower su IG purtroppo non hanno nulla a che vedere con un aumento di vendite, fatturato e margini».
Il protocollo che adottano propone una trasformazione digitale su misura per le piccole e medie imprese, incentrata su strumenti e competenze specifiche per generare clienti ad alto valore di spesa in modo costante e quantificabile. Secondo Faloci e Dicorato per far fronte ai grandi cambiamenti del contesto socioeconomico i titolari di queste attività locali hanno bisogno di adottare un approccio fuori dal coro, che sia in grado di valorizzare la loro unicità, senza rincorrere la visibilità a tutti i costi, con campagne pubblicitarie costose, tipiche delle realtà più strutturate e già affermate.
Faloci, senza dubbio la vostra impresa poggia su basi innovative e concrete: qual è la vostra formazione?
«Non esiste una scuola dedicata al marketing e alla vendita per aziende locali. Non proponiamo i metodi di altri, sebbene la nostra formazione sia basata sul marketing anglosassone. Il nostro metodo nasce da un’attenta analisi della realtà. Non mettiamo in pratica le teorie marketing più efficaci, perché poco si sposano con le esigenze delle piccole realtà locali. Facciamo l’opposto. Dopo aver lavorato con centinaia di piccole aziende e liberi professionisti, abbiamo sviluppato un metodo empirico, dalla pratica abbiamo sviluppato una teoria».
A quale tipo di realtà vi rivolgete?
«Alle pmi locali, vero e proprio punto di riferimento del tessuto sociale ed economico cittadino ma che, oggi, si trovano a combattere con armi impari. Parlo di negozi di vicinato, piccole realtà imprenditoriali a gestione spesso familiare, che sono sempre più schiacciate dalla concorrenza del commercio online, ma che conservano e perpetuano nel tempo competenze artigianali che faticano a far emergere. Spesso quindi perdono l’entusiasmo per cercare nuove idee e soluzioni per competere».
Come vi avvicinate alle pmi che volete affiancare?
«Mettiamo a disposizione delle realtà locali una sessione strategica gratuita; una vera e propria consulenza a tutti gli effetti per far loro capire come il nostro sistema di vendita e di marketing possa entrare attivamente nella loro realtà e aiutarli nella loro strategia e nella loro visione imprenditoriale».
Nello specifico, attraverso quale procedura trasformate e innovate i vostri clienti?
«Il nostro protocollo favorisce la transizione digitale delle pmi con un focus particolare sugli strumenti e le competenze specifiche per generare clienti ad alto valore di spesa in modo costante e quantificabile. Per far fronte al contesto socioeconomico odierno, i titolari delle attività locali hanno bisogno di adottare un approccio diverso rispetto alle grandi aziende, valorizzando la loro unicità, senza rincorrere la visibilità a tutti i costi. Un’attività geolocalizzata non può sperperare denaro per ottenere risultati nel lungo periodo. Ha invece bisogno di disporre e imparare a usare al meglio strumenti, tecniche e abilità che hanno già funzionato nel suo specifico settore».



