Attenzione! Canale di Suez: sta scoppiando una nuova guerra

mercoledì, 20 Dicembre 2023
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Chi pensa che la guerra che infuria da mesi tra Israele e Hamas possa restare confinata nella Striscia di Gaza si sbaglia di grosso. Un nuovo grande incubo mondiale sta prendendo forma.

Qualche settimana fa gli Houthi dello Yemen, per rappresaglia all’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza, hanno minacciato di attaccare le navi-cargo dirette nel porto israeliano di Eilat sul Mar Rosso. La minaccia appariva piuttosto credibile, considerato che lo Yemen controlla lo stretto di Bab el Mandeb, da cui si accede nel Mar Rosso e poi dal Canale di Suez nel Mar Mediteraneo. Ma alcune imbarcazioni hanno creduto bene di poter sfidare il blocco navale yemenita, subendone conseguenti assolutamente devastanti. Gli Houthi yemeniti, infatti, alle minacce hanno fatto seguire i fatti. Con micidiali droni e missili hanno attaccato le imbarcazioni dirette ai porti di Israele, che rifiutavano di cambiare rotta. Fino a quando hanno attaccato una petroliera norvegese provocando un incendio a bordo. Ne è seguito il panico in tutto il mondo. A cominciare dalla Maersk, le principali compagnie di navigazione internazionali hanno abolito le rotte dirette verso il Mar Rosso e, soprattutto verso il Canale di Suez.

Le conseguenze potrebbero essere drammatiche, non solo per Israele, che ha visto ridurre dell’80% i ricavi del Porto di Eilat, ma per tutta l’Europa. Il 14% del commercio mondiale è minacciato da questo blocco navale degli Houthi. Infatti, se le imbarcazioni abbandonassero la rotta del Canale di Suez, dovrebbero circumnavigare l’Africa per entrare nel Mar Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, con enorme aggravio dei costi di trasporto.

Ecco allora che gli Usa, per contrastare il blocco navale yemenita, hanno lanciato un paio di giorni fa l’operazione “Guardian of Prosperity”, con l’intenzione di proteggere le navi civili dagli attacchi degli Houthi. L’operazione sarà condotta dagli Stati Uniti, ma coinvolgerà anche forze provenienti da Gran Bretagna, Francia, Canada, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Bahrein e Seychelles. L’obiettivo della missione è garantire la libertà di navigazione a tutti i paesi e rafforzare la sicurezza regionale. Gli Houthi non staranno certo a guardare. Hanno già dichiarato che non temono la potenza navale statunitense e che attaccheranno anche le navi militari americane. Gli Houthi yemeniti, peraltro, godono dell’appoggio iraniano. Perciò sussiste il concreto pericolo che un altro micidiale conflitto sia sul punto di esplodere: quello tra Usa e alleati contro Yemen e Iran.

Il conflitto Israele-Hamas rischia perciò di allargarsi a macchia d’olio. Con conseguenze catastrofiche e assolutamente imprevedibili. E ciò anche per le pesanti ricadute sul commercio mondiale e, soprattutto, sulle forniture di petrolio.

 

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