Piatti tipici natalizi: ecco le chicche italiane

giovedì, 21 Dicembre 2023
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Per gli italiani Natale è sinonimo di abbuffate, infatti la tradizione enogastronomica dello stivale è tra le più ricche del mondo. Ma quali sono i piatti tipici di regione in regione? Scopriamoli insieme. Una cosa è certa, che sia Lazio, Campania, Sicilia o Sardegna, ci sono dei must have culinari che non possono assolutamente mancare sulle tavole degli Italiani. Stiamo certamente parlando di: panettone, pandoro, torrone, lenticchie e zampone.

Nord Italia:

Una delle specialità valdostane tipica della tradizione natalizia è la carbonade, carne di manzo cotta nel vino rosso. Rinomati anche i gustosissimi crostini al miele, da condire con salumi di capra o pecora essiccati e aromatizzati. In Piemonte invece non è Natale senza gli agnolotti e il gran bollito misto, condito con salse tipiche. Pasta all’uovo ripiena, con ricotta e spinaci o con carne, e cappon magro, piatto di verdure e pesce, caratterizzano invece le feste liguri. Se in Lombardia uno dei piatti più ricercati è l’anguilla cotta al cartoccio, in Veneto si mangia la polenta con il baccalà e il lesso con le salse. E per chiudere in bellezza arriviamo in Trentino-Alto Adige, qui come ben possiamo immaginare troviamo canederli, capriolo o capretto al forno e strudel, a base di frutta secca e canditi.

Centro Italia:

In Emilia Romagna non può mancare la pasta all’uovo, divinità venerata da Emiliani e Romagnoli: tortellini e passatelli, rigorosamente in brodo, tagliatelle e lasagne, ma anche tortelli di zucca e alle erbe rendono le festività ancor più speciali. Il baccalà invece è protagonista nelle tavole della vigilia nel Lazio, dove abbonda anche il fritto misto di verdure. A Roma, alla Viglia, è d’obbligo la minestra di pesce o la pasta e per dessert il torrone e il panpepato, con tanta frutta secca da gustare. A Natale, invece, si cucina l’abbacchio al forno con le patate e i cappelletti in brodo, ma anche il bollito o il tacchino. I toscani preparano i crostini di fegatini, così come l’arrosto di faraona o di anatra e i fegatelli o il cappone ripieno. Nelle Marche sono tradizionali i maccheroncini di Campofilone, ma anche i cappelletti in brodo, lo stesso in Umbria dove a volte sono ripieni di piccione.

Sud Italia:

Brodo di cappone, spaghetti alle vongole, friselle, cappone imbottito con insalata di rinforzo e poi struffoli e frutta secca: stiamo parlando della Campania, la regina delle feste di Natale. Per la Vigilia tra l’altro molti mangiano il capitone, la femmina dell’anguilla. Pesce, carne e verdure non possono mancare in Basilicata, Calabria e Puglia. La Calabria in particolar modo punta sui salumi, dalla pancetta al capocollo, dalla soppressata alla salsiccia, e poi spaghetti con mollica di pane e alici e capretto o pesce stocco accompagnati con broccoli calabresi saltati. In Sardegna troviamo i culurgiones de casu, che sono ravioli ripieni con sugo di pomodoro, e poi i famosissimi malloreddus, gnocchetti di semola al sugo di salsiccia. Insalata di arance, aringa e cipolla, cardi in pastella, gallina in brodo, pasta con le sarde e beccafico caratterizzano invece il Natale Siciliano.

Insomma, ogni regione ha la sua “chicca gastronomica”, l’importante è che le pietanze siano preparate con amore e passione… altrimenti non vale!!

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