Si avvicinano le Festività: il countdown segna –2 giorni a Natale e poco più di una settimana a Capodanno.
E mentre le case brillano adorne di luci e gli addobbi tappezzano gli angoli e le vetrine della città, una parte considerevole di italiani sembra attraversare una delle fasi più tristi dell’anno.
Mentre infatti i più piccoli sono assorbiti dalla magia del Natale attendendo i regali sotto l’albero e i giovani approfittano per prendere una pausa dagli studi, un numero considerevole di adulti appare invece stanco e rattristato.
Le ragioni sembrano essere molteplici: la corsa frenetica ai regali, l’organizzazione di impegnativi pranzi e cenoni, così come la percezione del passaggio degli anni e del tempo, dinanzi al quale la fine dell’anno appare il momento naturale in cui fare un bilancio complessivo.
Al di là dell’artificiale senso di ostentata felicità promossa dalle televisioni e dalle pubblicità commerciali, non tutti apprezzano il periodo delle festività natalizie: ne emerge una società, per utilizzare una metafora del Card. Biffi, “sazia e disperata”.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il problema della tristezza non affligge solo gli italiani di oggi: già autorevoli menti del passato hanno ragionato sui possibili antidoti da utilizzare per porvi rimedio.
San Tommaso D’Aquino, tra i più grandi filosofi e teologi medioevali, propone questi rimedi alla tristezza che troviamo elencati nella sua “Somma Teologica” sotto il titolo “Rimedi della tristezza o dolore”
- Un qualsiasi (piccolo) piacere: in questo senso il grande teologo fa riferimento ai piccoli piaceri della vita che possono allietare una lunga giornata che rischia di buttare giù: un dolcetto sfizioso, una birra, un calice di vino. Ovviamente l’eccesso non è mai auspicabile….
- Un pianto liberatorio: a volte il pianto è un sano modo di affrontare la tristezza che inabissa il cuore, in questo senso esso rappresenta uno sfogo ed è in grado di alleggerire il peso che ci si porta dentro.
- La compassione degli amici: condividere le proprie amarezze e preoccupazioni con un buon amico e confidente è forse il miglior modo per venire a capo di un momento difficile, specialmente se gode di un buon senso dell’umorismo e sa come tirare su il morale. Nulla impedisce che questo consiglio si raccordi al primo….
- La contemplazione della verità: con questa espressione San Tommaso invita a contemplare lo splendore delle cose, attraverso la bellezza della natura, dell’arte, l’ascoltare della buona musica ecc.…
- Dormire e fare un bagno caldo: dulcis in fundo, il consiglio forse meno prevedibile, ma tra i più efficaci. Il teologo afferma che un ottimo rimedio contro la tristezza consiste nel rilassare le membra attraverso il riposo del corpo e facendo un bagno caldo.
A chi già al suo tempo voleva eccepire che tutti questi consigli riguardano prevalentemente soluzioni pratiche e materiali a problemi di ordine “spirituale”, egli ammoniva: “dal momento che corpo e anima sono talmente stretti e uniti insieme che tutt’e due fanno una sola persona, la distensione di uno dei due genera talvolta la distensione di ambedue”.
E se nella tensione dei giorni che precedono le feste capitasse di avvertire una certa pesantezza, la soluzione è presto data: considerate la possibilità di prendere una birra con un buon amico, visitare insieme una mostra d’arte, per concludere infine la vostra giornata con un bel bagno caldo e una lunga dormita, un consiglio che appare ancora oggi tanto attuale, quanto efficace.



