Moda e beni primari: i super affari del “Made in Italy” taroccato

sabato, 30 Dicembre 2023
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contraffazione

Il cosiddetto “Made in Italy”, vanto della creatività italiana, è una garanzia per milioni di consumatori in tutto il mondo, ma anche per chi sguazza nel mare magnum della contraffazione, il cui fatturato nel 2023 è aumentato. Beni di consumo, moda e giocattoli sono i settori più colpiti, come evidenzia l’ultimo rapporto di Fareambiente. Già nel 2022 i principali sequestri hanno riguardato oltre 36 milioni di prodotti contraffatti, più di 20 milioni di articoli per violazione delle norme a tutela del prodotto italiano, oltre 9 milioni di manufatti per violazione delle normative a tutela del diritto d’autore e più di 200 milioni di beni considerati non conformi o non sicuri alle normative vigenti. Si è stimato che il volume d’affari nel periodo marzo 2022-marzo 2023, abbia avuto un ammontare di oltre 800mila euro, determinato soprattutto dalla vendita illegale di oltre 10 milioni di prodotti contraffatti. Secondo i dati del ministero degli Interni il 49 per cento del volume d’affari e da attribuire ai beni di consumo, il 23 per cento a giocattoli, il 12 per cento a capi del settore moda, il 13 per cento a oggetti di elettronica e il 3 per cento da prodotti agroalimentari.

Sono i dati salienti dal rapporto annuale “Botti, illegali, giocattoli e cibo” elaborato da Fareambiente sulla base dei dati forniti da carabinieri e Guardia di finanza. «Tutti i prodotti – spiega il presidente nazionale Vincenzo Pepe – sono riconducibili quasi per il 70 per cento alle festività di Natale, dove il mercato della contraffazione prolifica. I prodotti maggiormente imitati sono quelli di cosmetica, abbigliamento, cibo e giocattoli. Soprattutto per la cosmesi si è riscontato un incremento del mercato nero, che però corre anche nei canali di commercio online».

L’operazione “Aphrodite” Europol, condotta in collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode e l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale, ha permesso di individuare e poi rimuovere 133 account sui social e 4.419 siti web, portando al sequestro di quasi 10 milioni di unità di prodotti tra cosmetici, profumi, abbigliamento, calzature, orologi e giocattoli dei marchi più noti. Riguardo ai botti illegali, i numeri sono davvero “scoppiettanti”. In base ai dati della polizia di Stato nel corso dei controlli sono stati sequestrati 73.220 chilogrammi di prodotti pirotecnici e 1.818 chili di polvere da sparo. Inoltre, sono stati sequestrati 8 armi comuni da sparo e 11.953 munizioni, 1.785.815 parti di articoli pirotecnici di varia natura e ben 583 lanciarazzi. In base ai dati del comando generale dei carabinieri, per quanto concerne il periodo natalizio 2022-2023, la regione in cui sono stati sequestrati il maggior numero di materiale esplodente e numero di persone denunciate e stata la Puglia seguita da Campania, Sicilia, Lazio e Piemonte, mentre nel 2023 la regione con maggiori sequestri risulta essere la Campania seguita dal Piemonte.

«Per quanto riguarda i fuochi pirotecnici – continua il presidente di Fareambiente – l’analisi del mercato ha consentito di verificare come in questi due anni sia cambiato l’approccio del consumatore, diventato sicuramente più accorto nell’utilizzo, ma non nell’acquisto. I dati evidenziano come il passato Capodanno sia stato caratterizzato, fortunatamente, da nessuna vittima mentre il numero di feriti è aumentato di quasi 60 individui: 180 feriti (di cui 48 ricoverati) dei quali 11 feriti gravi. Nel Capodanno del 2022 invece si erano contati 124 feriti (31 ricoverati), dei quali 14 gravi».

«Puntualmente – osserva Anna Zollo, redattrice del dossier di Fareambiente – ogni anno non mancano le contraffazioni alimentari. Sebbene le autorità competenti, fra cui in Italia i Nas dei carabinieri, vigilino costantemente sul settore alimentare, è bene che il consumatore sia sufficientemente esperto da sapere come individuare la truffa e smascherarla. Sui social network in particolare è cresciuto il mercato della contraffazione». In base ai dati dei Nas nel 2023 quasi il 50 per cento delle attività di ristorazione sottoposte a controllo sono risultate illecite, non rispettando le norme igienico sanitarie. Il 48 per cento di bibite, acque e delle farine sottoposte a controllo sono risultate contraffatte. Sempre secondo i carabinieri la regione che in questo 2023 ha commesso più reati nel settore cibo è stata la Calabria con 1.263.265 chilogrammi di prodotti sequestrati e 558.670 euro di affari. Infine, l’Emilia-Romagna con 27mila chilogrammi di merce sequestrata per un valore di 313mila euro.

Foto: da compriamoitaliano.it

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