Mattarella, un discorso (fin troppo) neutrale

lunedì, 1 Gennaio 2024
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Mattarella, il discorso di fine anno avrà sicuramente deluso tutti quelli (e non erano davvero pochi) che si aspettavano (e si auguravano) tirate d’orecchie alla maggioranza in forma di “alto monito” o di “esortazione”. Invece il capo dello Stato s’è tenuto ben lontano dai temi più caldi della politica. E dire che gli spunti per interventi a gamba tesa non gli sarebbero davvero mancati. Se fossimo stati ai tempi di Oscar Luigi Scalfaro o di Giorgio Napolitano ne avremmo sicuramente udite delle belle…

Sergio Mattarella s’è certo soffermato su questioni di grande attualità e di notevole preoccupazione collettiva, a partire dalla guerra in Medio Oriente. Il presidente ha condannato con durezza l’attacco di Hamas a Israele: «Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità». Ma ha stigmatizzato anche gli eccessi della reazione voluta da Benjamin Netanyahu, reazione che sta provocando «migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti».

Toni accorati Mattarella li ha riservati anche ai troppi fenomeni di brutalità che caratterizzano la nostra vita sociale: «Penso alla violenza più odiosa sulle donne. Vorrei rivolgermi ai più giovani». «Cari ragazzi, ve lo dico con parole semplici: l’amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio. L’amore – quello vero – è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità». Parole ispirate e di grande respiro umano, che fanno parlare qualcuno, come ad esempio Alessandro De Angelis sull’ “Huffington Post”, di un «inno laico» contro guerra e violenza.

Ma, come dicevamo, nel discorso del capo dello Stato era assente anche il più lontano accenno alle questioni incandescenti dell’attualità politica, a parte un generico richiamo ai «valori della Costituzione che sono alla base della nostra convivenza».

Mattarella s’è tenuto per sé il suo pensiero sulla proposta della maggioranza di introdurre l’elezione diretta del presidente del Consiglio, che secondo le critiche dell’opposizione e di vari giuristi toccherebbe le prerogative del presidente della Repubblica. Né ha lasciato trapelare alcunché sul nuovo Patto di stabilità appena siglato a Bruxelles né sulla mancata ratifica del Mes da parte del Parlamento italiano né ancora sulle elezioni europee del prossimo giugno, un appuntamento da tutti ritenuto cruciale e che sta condizionando la vita politica da diversi mesi.

È davvero strano che un presidente della Repubblica italiano non dica nulla sull’Europa in un momento tanto delicato per le sorti del Vecchio Continente, un momento di grande fragilità politica per l’intera Unione e, soprattutto, di minimalismo e corto respiro: mentre l’Ue è schiacciata e mortificata dalla nuova guerra fredda, i Paesi politicamente più pesanti come Francia e Germania pensano ai loro piccoli interessi di bottega, puntando solo a gratificare i banchieri e le componenti più becere delle rispettive opinioni pubbliche. Possibile mai che Mattarella non abbia nulla da dire?

Possibile, possibilissimo: mentre trascorrevano i minuti attendevamo un parola, anche semplice, anche minima, ma comunque una parola. Invece niente. Dal Colle non è arrivato alcun segnale. Come mai?

Può essersi trattato di una semplice scelta di neutralità in un momento peraltro confuso, una scelta che è stata comunque apprezzata da tutta la maggioranza, a partire da Giorgia Meloni e arrivando a Matteo Salvini passando per Ignazio La Russa. Sul fronte dell’opposizione, solo la pasionaria Elly Schlein ha provato a forzare politicamente le parole di Mattarella quando ha detto che «il Presidente Mattarella nel suo discorso ha riaffermato i valori e i principi della Carta costituzionale riuscendo a calarli nella contingenza politica, economica e sociale che il Paese e il pianeta stanno vivendo». Su quale «continenza politica» abbia fatto riferimento il capo dello Stato permane però il più fitto mistero.

Un discorso neutrale, insomma, anche troppo neutrale, per non far sorgere il sospetto che Mattarella abbia comunque voluto inviare un messaggio politico. Del resto è noto che l’attuale presidente della Repubblica parla anche con i silenzi, oltre che con le parole. Ai più raffinati esegeti del capo dello Stato l’ardua sentenza…

Certo è il fatto che, con questi silenzi, Mattarella ha certificato lo squilibrio politico esistente in questo momento a vantaggio del centrodestra.

Ma possiamo essere sicuri che, quando il gioco delle riforme si farà duro, il presidente farà sentire la sua voce, eccome se la farà sentire. Per ora il prudente Sergio aspetta e prende nota. Né del resto, in questo momento, avrebbe senso fare altro.

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