AI, in America scoppia il caso copyright. Arriverà anche da noi

sabato, 6 Gennaio 2024
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La nota testata giornalistica della grande Mela ha avviato una causa federale contro Open AI e Microsoft, accusando le due società di violazione di Copyright. Nello specifico, all’interno della causa depositata nel Southern District di New York a Manhattan, il New York Times ha dichiarato Microsoft e Open Al “responsabili per i miliardi di dollari di danni legali ed effettivi che devono per la copia e l’uso illegali di lavori di valore unico del Times”.

Le azioni delle AI, stando alle dichiarazione del NYT, non stanno intaccando solamente i proventi economici della testata, che comunque non corrispondo ad una cifra esigua, ma influiscono sul rapporto lettore-editore. Difatti l’output delle due AI, potrebbe su lungo periodo, minare il rapporto che si è instaurato tra giornale e lettori, i quali potrebbero essere attirati dalle proposte alternative proposte da Chat GPT e Copilot.

La questione è senz’altro complessa e sarà compito della giustizia statunitense fornire una sentenza sulla questione. Nell’attesa è necessario prendere in analisi la questione da più prospettive, così da ottenere un quadro pressoché completo della controversia.

E’ centrale sottolineare che la denuncia mossa dal NYT e annesse conseguenze giuridiche e mediatiche saranno decisive, nel senso stretto del termine. Questo perché forniranno degli elementi vincolanti  volti a stabilire i limiti e le condizioni proprie del rapporto tra intelligenza artificiale e testate giornalistiche. Detto ciò, la linea d’azione promossa dal New York Times è tutt’altro che fallace, in quanto l’output prodotto da Chat GPT ha portato alla testata perdite importanti in termini di abbonamenti, licenze, pubblicità e ricavi da affiliazioni. Inoltre, dal canto suo, Il quotidiano possiede un’arma di non poco conto, che sicuramente utilizzerà durante il processo.

Il New York Times ha bloccato, sin dall’estate scorsa, il web crawler di OpenAI, il che significa che OpenAI non può utilizzare il contenuto della pubblicazione per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Inoltre, nel mese di Aprile, il quotidiano aveva contattato le due società, per risolvere, in termini maggiormente pacifici, la questione.

Il giornale si era mostrato pronto a garantire una serie di concessioni a Open AI e Microsoft, a patto di ricevere in cambio un “valore equo” per i propri contenuti. Probabilmente lo scopo del NYT era quello di creare un’ecosistema all’interno del quale si potesse verificare sia lo sviluppo responsabile  della tecnologia GenAI che un ritorno economico e di interessi per la testata stessa. Come è facilmente intuibile le trattative non hanno portato alcuna risoluzione positiva, costringendo il New York Times a scagliarsi apertamente contro Microsoft e Open AI.

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