Papa Francesco un intervistato dei tanti da Fazio: come “svendere” la Chiesa

lunedì, 15 Gennaio 2024
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C’era grande attesa per l’intervista di papa Francesco ai microfoni di Fabio Fazio visto che si trattava della prima uscita publica nel mezzo della tempesta che sta investendo la Chiesa. Una tempesta provocata soprattutto dalle ultime decisioni assunte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, dal mese di agosto guidata dall’argentino Victor Manuel Fernandez, che ha aperto alla benedizione delle unioni gay.

Le polemiche però avevano già investito la Santa Sede ancor prima dell’intervista, in virtù della scelta dell’interlocutore. Perché Fabio Fazio? Il papa era stato già ospite del programma Che Tempo che Fa nel febbraio del 2022 all’epoca in onda sulla Rai, ma molti si sono chiesti per quale motivo ancora una volta abbia scelto la stessa trasmissione nel frattempo sbarcata sul canale Nove. Ma soprattutto è un contenitore adatto per ospitare un papa visti i contenuti, gli ospiti che vi partecipano e il contorno animato dalla comicità decisamente discutibile della Littizzetto, spesso colorata da doppi sensi e battute da caserma? E’ vero che nel salotto di Fazio si sono seduti leader di livello internazionale, ma il papa non è un leader politico o un capo di Stato qualsiasi in cerca di facile consenso e visibilità mediatica che può permettersi troppe licenze. La figura del papa riveste una sacralità e per quanto la si voglia rendere umana, non può essere svilita a tal punto da presentarsi in un salotto televisivo dove si è seduto il regista o l’attore dell’ultimo cinepanettone.

Dimissioni: Ha detto che esiste la possibilità che possa dimettersi, ma che per ora non ha nessuna intenzione di farlo. Verrebbe da chiedere: se non ora, quando? Forse quando avrà portato a compimento il lavoro che ha iniziato, ovvero la conclusione del Sinodo sulla sinodalità previsto per la fine del 2024 con annesso programma delle riforme tanto auspicate dagli episcopati progressisti che lascerà in eredità al suo successore? Oppure è in attesa che si riduca ulteriormente il manipolo di cardinali eredi della stagione di Wojtyla e Ratzinger (alcuni di questi compiranno ottant’anni proprio nel 2024) in modo da precludere loro la possibilità di entrare in conclave? O forse punta a blindare ulteriormente il collegio cardinalizio approfittando proprio delle uscite per raggiunti limiti d’età inserendo nuovi innesti e neutralizzando i suoi avversari? Ma soprattutto c’è da chiedersi: può un pontefice regnante trattare il tema delle sue dimissioni alimentando il gossip come fosse il sindaco di un Comune che ha necessità di spaventare la maggioranza che lo sostiene? Benedetto XVI le dimissioni le ha rassegnate senza preavviso, non ne ha mai parlato in pubblico e soprattutto non ha mai prestato il fianco alle indiscrezioni giornalistiche. Le dimissioni si danno o non si danno, che senso ha ripetere continuamente che si potrebbero dare ma per ora non si danno. Un modo per lanciare messaggi, spaventare qualcuno? Per quale motivo?

Coppie gay: Impossibile non affrontare la questione legata alla dichiarazione Fiducia supplicans emanata dal Dicastero per la Dottrina della Fede e approvata da papa Francesco. Essa stabilisce la possibilità di benedire le unioni fra persone dello stesso sesso o altre coppie irregolari secondo la dottrina cattolica, ma specificando che ciò non avrà valore di riconoscimento. Posizione decisamente ambigua che, come sostengono i conservatori, rasenta addirittura l’eresia nel momento in cui si pone in aperta contraddizione con il magistero che la Chiesa ha sempre insegnato e difeso. Come si può benedire infatti ciò che è stato sempre considerato in contrasto con il disegno di Dio che ha creato l’uomo e la donna per garantire la loro unione a fini procreativi e la continuazione del genere umano? La risposta del papa è apparsa chiaramente evasiva, laddove prima accusa i suoi avversari di non aver compreso il vero significato della dichiarazione, e poi tenta di giustificare il tutto richiamando il discorso della misericordia di Dio che benedice tutti senza distinzioni. Peccato che sotto accusa non vi sia il fatto che una persona omosessuale debba essere accolta, amata e benedetta come tutti i battezzati, ma se sia lecito benedire l’unione fra due persone dello stesso sesso. Come si può affermare la leicità della loro benedizione sostenendo nel contempo che la loro unione per la Chiesa resta illegittima? Si può condannare un atto contrario alla dottrina cattolica nel momento stesso in cui lo si benedice? O forse siamo soltanto all’anticamera di quel definitivo riconoscimento delle coppie omosessuali che ormai è diventato, insieme all’abolizione dell’obbligo del celibato per i sacerdoti, il cavallo di battaglie degli episcopati progressisti tedeschi, belgi, olandesi ecc.? Ma per Fazio non era ovviamente prioritario chiedere al pontefice di chiarire questo equivoco, ma piuttosto sapere se quando assume certe decisioni non si senta solo. Tanto per dare il fianco alla propaganda dell’agnello in mezzo ai lupi, laddove i lupi sono i tanti cattolici che non condividono le svolte bergogliane e restano fermamente ancorati al catechismo di San Giovanni Paolo II.

Atto di dolore: A Francesco non piace il passaggio legato ai castighi meritati, ha definito la frase troppo dura. Quindi dopo aver corretto il Padre Nostro, dovremo aspettarci anche la riscrittura politically correct dell’atto di dolore? Parrebbe proprio di sì, e la traduzione nelle intenzioni papali dovrebbe consistere nel sostituire “ho meritato i tuoi castighi” con “ho rattristato il tuo cuore”. Perché in fondo, ha spiegato il pontefice, il Signore è un po’ come un papà e una mamma che sculacciano il bambino per correggerlo, ma poi arriva sempre il perdono. Perdono che non si nega a nessuno questo è evidente, ma che l’uomo è comunque chiamato a conquistarsi correggendo se stesso e i suoi errori. Può esistere un perdono indiscriminato concesso a tutti quasi in automatico? Su questa questione sono stati sollevati i Dubia da parte dei cardinali che hanno contestato l’intero impianto sinodale, sottolineando come perdono e redenzione debbano camminare di pari passo e il perdono non possa diventare un premio concesso a tutti.

Il resto dell’intervista è scivolata sui temi di stretta attualità anche questi affrontati con molta superficialità. Parlando della necessità di una pace in Medio Oriente che favorisca la convivenza fra israeliani e palestinesi, Fazio si è ben guardato dal chiedere conto delle critiche che hanno investito il Vaticano da parte sia di Israele che dell’Ucraina che hanno più volte accusato il papa di ambiguità nel mettere sullo stesso piano aggrediti e aggressori, senza prendere mai una posizione chiara e barcamenandosi alla ricerca di un’azione diplomatica che finora la Santa Sede non è riuscita in nessun modo a favorire. Come mai al di là dei tour che hanno avuto per protagonista il cardinale Matteo Zuppi, non si sono visti risultati? Forse perché il Vaticano ha sbagliato strategia o perché quei grandi della Terra che sfruttano il papa quando fa loro comodo non riconoscono alla Santa SSede alcuna titolarità in campo diplomatico. Domanda che forse il conduttore avrebbe fatto bene a porre in campo invece di limitarsi ad ascoltare le scontate dichiarazioni per la pace e contro i fabbricanti di armi.

Insomma, alla fine l’unico risultato ottenuto è stato l’aumento di share per il programma di Fazio e la conferma di una Chiesa in”svendita” sempre più omologata alla cultura dominante. Una Chiesa che mentre a parole condanna le derive moderniste (vedi le parole del papa contro eutasia ed ideologia gender dei giorni scorsi) poi sembra interessata a fare continue concessioni, seppur con il contagocce, a quella cultura relativista contro cui in passato si sono battuti senza mediazioni Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

La sensazione è che anche nella Chiesa si stia procedendo con il metodo della Finestra di Overton, come lascerebbe supporre il pronunciamento del Dicastero per la Dottrina della Fede sulle unioni gay. Un riconoscimento immediato sarebbe stato chiaramente troppo dirompente, ragione per cui si sta limitando l’impatto aprendo a “semplici benedizioni” tanto per abituare l’opinione pubblica cattolica ad accettare un domani le nozze fra persone dello stesso sesso. Si starà esagerando? Forse sì, ma chi avrebbe mai immaginato che si sarebbe arrivati ad approvare le benedizioni quando appena tre anni fa la stessa Congregazione le aveva definite inammissibili provocando la rivolta di oltre cento preti tedeschi? Staremo a vedere.

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