La Cassazione ha reso definitiva la sentenza, pronunciata nel febbraio dello scorso anno, con cui la Corte d’assise d’appello di Perugia aveva confermato l’ergastolo a Oseghale, attualmente detenuto nel carcere di Forlì e accusato di omicidio con l’aggravante di violenza sessuale per la morte di Pamela Mastropietro.
Il sostituto pg della Suprema Corte Maria Francesca Loy, prima della sentenza aveva sollecitato la conferma della condanna all’ergastolo, spiegando che la “sussistenza della violenza sessuale si basa sulla prova logica”, e ribadendo che il ricorso della difesa è da considerare “inammissibile, almeno nella parte in cui la sentenza ha smentito che il rapporto sessuale è avvenuto nel sottopasso, ma nell’abitazione” ed è escluso che si sia “trattato di un rapporto consensuale”.
A seguito della decisione dei giudici di Piazza Cavour abbiamo intervistato Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro.
Oggi può dire di credere nella giustizia?
“Credo in Dio e nel suo operato. Credo che la giustizia terrena ,anche se a volte a rilento, arriva”.
Cosa ancora vorrebbe che si facesse per Pamela e non si è fatto?
“Chiedo che venga istituita una commissione d’inchiesta per far luce su alcuni aspetti che ad oggi non risultano chiari, come ad esempio l’identità degli altri complici di Oseghale e di coloro che, su alcuni punti riguardanti proprio i presunti complici,non hanno avuto il coraggio o la “voglia” di proseguire le indagini”.
Perché la storia di Pamela non ha avuto la stessa risonanza mediatica di altre storie di violenza sulle donne, ma abbiamo visto, come giustamente, si sia fatto tanto parlare del caso di Giulia Cecchettin?
“La disumana morte di Pamela è scomoda sia ad una parte della politica che ad una parte della chiesa. A dimostrarlo sono alcuni fatti quali: le pressioni politiche e le minacce all’ex questore Pignataro, le minacce agli interpreti( e le indagini mai fatte anche su questi episodi), ai cardinali e alle persone di chiesa, che dichiarano la morte di Pamela come un incidente. Ne posso dire ancora tante.
Pamela è un unicum nella storia d’ Italia, Giulia, a differenza, è stata uccisa dal suo ex, quindi classificata come femminicidio. Nonostante ciò la violenza è violenza e non ci dovrebbero essere vittime di serie A e serie B.
Mi dispiace che ,come al solito,ci sono alcuni politici che cavalcano le tragedie solo per un loro interesse personale e politico,senza pensare al reale dolore che può causare una tragedia simile,con tutte le sue conseguenze del caso, prima fra tutte le vittime, spesso di giovane età.
Chiedo che le Istituzioni ci ascoltino, perché insieme possiamo cambiare realmente e far sì che la giustizia terrena non tardi ad arrivare.
Vuole fare ancora un appello?
Il mio appello alle istituzioni è quello di non abbandonarci, perché un genitore non si senta costretto ad azioni estreme per far valere i diritti della vittima e della famiglia stessa.
Ripeto, chiedo una Commissione d’inchiesta per far chiarezza su alcuni aspetti della tragedia di mia figlia Pamela.
È quindi chiaro, a seguito dell’appello lanciato dalla mamma di Pamela, che il prossimo obiettivo è quello di sollecitare i lavori parlamentari necessari, al fine di istituire un’organo parlamentare, con funzione ispettiva, per far luce sulle ombre del caso.
https://www.petizioni.com/istituire_una_commissione_dinchiesta_parlamentare_per_far_luce_su_alcuni_aspetti_investigativi_non_andati_avanti_e_la_cattura_dei_complici_di_innocent_oseghale_p?fbclid=IwAR1ZGUZN1nH1FGfw2jPkhvdDIJXDFHgzz7Rz4O2l9eTExEivgs7GBZPjsxk



