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Caso Ilaria Salis, qualcosa non quadra…

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Caso Ilaria Salis detenuta in Ungheria, l’opposizione va all’attacco del governo chiedendo a gran voce all’esecutivo di farsi sentire. In realtà , prima ancora che Elly Schlein alzasse l’indice accusatore, Giorgia Meloni aveva già telefonato a Viktor Orban. Certo stringe il cuore vedere una giovane donna italiana in manette e catene, come i galeotti di una volta, nell’aula di un tribunale straniero. Però…

Però c’è qualcosa che non quadra in questa storia. Che cosa? Innanzi tutto, una stranezza che salta subito agli occhi: l’accusata nelle foto sorride, quasi portasse le catene per gioco. E c’è anche una istantanea dove pare addirittura scherzare con la sua carceriera. Ilaria non appare né provata né emaciata né sofferente, come farebbero pensare gli «11 mesi d’inferno in un carcere di Budapest» di cui ha parlato “il manifesto”.  Secondo la stampa d’opposizione, la Salis non avrebbe neanche potuto comunicare con la sua famiglia. Ma anche qui c’è da rilevare una stranezza, perché pare che la giovane detenuta non abbia voluto che il padre parlasse con i mass media. Sicuramente la giovane è una tipa tosta e sveglia.

Insomma, a tutto sembra assimilabile il caso di Ilaria Salis detenuta a Budapest nel XXI secolo, meno che al caso di Silvio Pellico detenuto nel carcere dello Spielberg nel XIX…

Nessuno, per carità, dice che Ilaria stia facendo una “vacanza” nelle prigioni ungheresi. Però viene il sospetto che le immagini della ragazza in manette e catene diffuse dalle autorità magiare siano una forma di ostentazione “cattivista” voluta forse dallo stesso Orban. A che scopo? Forse a scopo provocatorio, in vista dell’imminente vertice tra capi di Stato e governo europei che avrà all’ordine del giorno proprio il caso Ungheria, cioè il blocco dei fondi destinati alle forze ucraine per effetto del veto di Budapest. Ed è assai probabile che, nella telefonata della Meloni a Orban si sia parlato, insieme, del caso Salis e di quello degli aiuti a Kiev.

Altra stranezza è che il profilo di Ilaria non corrisponde affatto a quello della giovane “idealista” italiana capitata per caso nelle grinfie della “bieca” polizia di Orban. Quando fu arrestata, la Salis non stava a Budapest per fare una gita, ma per partecipare a una manifestazione di estremisti di sinistra arrivati da mezza Europa per contrastare in modo violento l’annuale raduno che i neonazisti del nostro continente tengono a Budapest in quella che chiamano la “ Giornata dell’Onore” (“Tag der Ehre”) , allorquando commemorano un episodio bellico del 1945 con le Croci Frecciate ungheresi come protagoniste.

La Salis è accusata di aver partecipato al selvaggio pestaggio di due neonazisti. Le foto dei due aggrediti dopo il “trattamento” del “compagni antifascisti” sono a dir poco orrifiche. Ilaria è stata arrestata a poche ore dal fattaccio, insieme a un compagno tedesco, con un manganello retrattile in tasca. Vale la pena avvertire che all’iniziativa “antifascista” partecipava l’organizzazione germanica Hammerbande, capitanata da tal Lina Engel, meglio nota come la “cacciatrice di nazisti” . Il gruppo è specializzato in agguati, pestaggi e aggressioni a elementi di estrema destra.

Non c’è la prova che la giovane italiana sia in contatto con questa organizzazione di picchiatori. Né si conoscono elementi che attestino la diretta partecipazione della ragazza al pestaggio dei due neonazisti.  Ma certo è il fatto che una ingenua mammoletta idealista non se ne va in giro per l’Europa con un manganello retrattile in tasca…

 

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