Parigi contro il traffico e l’inquinamento, stangata sui suv. E in Italia?

A Parigi, dopo il referendum del 2 aprile sui monopattini elettrici , che ha eliminato i servizi in sharing, ora tocca ai Suv: il 4 febbraio, i cittadini
decideranno infatti se sono d’accordo sull’aumento delle tariffe di sosta per le “ sport utility vehicle ” e le 4×4.

La proposta della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, approvata dal consiglio comunale, fissa il costo del parcheggio in strada per questi veicoli a 18 euro all’ora nel centro di Parigi e a 12 euro per ciascuna ora di sosta nel resto della città.
Se il referendum verrà approvato, i prezzi si applicheranno ai veicoli con motore a combustione o ai veicoli ibridi di peso superiore a 1,6 tonnellate
e ai veicoli elettrici che pesano più di 2 tonnellate.
La norma non si applicherà ai veicoli dei residenti, ai tassisti, agli artigiani, operatori sanitari e persone a mobilità ridotta.

Si stima che a Parigi circolino circa 1,15 milioni di veicoli privati e che il 15 per cento circa di questi siano SUV. In poco meno di cinque anni gli “sport utility vehicle” in circolazione sono aumentati del 60 per cento.
La nuova disposizione rientra in un quadro di scelte politiche della sindaca Anne Hidalgo finalizzate a disincentivare l’utilizzo dell’automobile, creando piste ciclabili, nuove aree pedonali e fissando in alcune zone il limite dei 30 chilometri orari per la circolazione. ​
Secondo diverse analisi, si ritiene che i SUV siano meno sicuri non solo per i pedoni e i ciclisti, ma anche per chi circola con automobili più piccole.
Senza contare le maggiori emissioni inquinanti che producono.

Infatti queste misure drastiche da parte del Comune sono adottate anche per migliorare la qualità dell’aria nel centro della città e nelle vie più trafficate. Negli ultimi dieci anni si è registrata una riduzione dell’inquinamento atmosferico legato ad una diminuzione del 40 per cento del traffico parigino.

Per Anne Hidalgo “Si tratta di inviare un segnale forte a coloro che guidano queste auto enormi. Li invitiamo a usare altri mezzi di trasporto, ci sono alternative”.
Se con il referendum la proposta passerà, con questi aumenti secondo le stime del Comune si potrebbero raccogliere fino a 35 milioni di euro all’anno.
Parigi ha una rete di metropolitane che al momento conta 14 linee. Tra pochissimo se ne aggiungeranno altre due.I tempi di attesa sono tra i 2 e i 4 minuti anche durante le ore di punta.

Nella capitale francese tutti utilizzano i mezzi pubblici, anziani, professionisti, mamme con bambini e passeggini. Tutti i giorni e a tutte le ore.
Puoi raggiungere qualsiasi luogo della città non solo all’interno del Boulevard Périphérique, un equivalente del nostro raccordo anulare, ma anche oltre. Quindi le politiche comunali contro l’utilizzo delle auto
private ha un senso.

Purtroppo, nelle nostre città la situazione è molto diversa e la visione “green” che molti sindaci vorrebbero adottare si scontra con la realtà. ​

di Sofia Barilari

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