Troppo bello per essere vero e infatti sono bastate poche ore perché tutto rientrasse nei ranghi, ovvero all’interno di quel dogma “politicamente corretto” che domina sul Festival di Sanremo e che pochi hanno avuto il coraggio di sfidare.
Stiamo parlando dell’esibizione di Teresa Mannino passata dall’anticonformismo della conferenza stampa mattutina, al monologo perfettamente culturalmente omologato andato in scena sul palco dell’Ariston.
La simpatica comica siciliana infatti, durante la conferenza stampa di presentazione della terza serata, era intervenuta in merito alla polemica legata alla partecipazione di John Travolta e alla presunta pubblicità occulta del marchio di scarpe da questo indossate.
“Mi piace questo fatto che ci sia questa attenzione su quanto accaduto ieri con Travolta – ha detto Mannino – siamo in un’azienda pubblica. Ma ci dobbiamo ricordare che questo è niente, noi siamo colonia americana, siamo sudditi. Arriva John Travolta e fa quello che vuole. Fa quello che vuole e Amadeus sta zitto. Di che cosa ci stupiamo se quello arriva e mette la faccia incavolata nonostante abbia firmato il contratto. Dobbiamo stare zitti, come stiamo zitti su tutto il resto. Io sono siciliana, gli americani sono sbarcati da noi e noi dobbiamo stare zitti”.
Una verità sacrosanta che naturalmente ha fatto saltare sulla sedia quanti stavano seguendo la conferenza. Perché è vero che dal 1945 l’Italia è di fatto una colonia degli Stati Uniti e che da sempre siamo un Paese a sovranità limitata, specie per ciò che riguarda la nostra politica estera e quella industriale (vedi la vicenda di Enrico Mattei), ma è una verità che non si può dire, specie in un momento come questo, con la guerra in Ucraina in corso e con l’Italia che è chiaramente schierata con la politica filo atlantica degli Usa e della Nato. Tutti quelli che nel corso della storia hanno tentato di sganciarsi dall’influenza americana sono finiti male, da Mattei appunto morto in circostanze misteriose, ad Aldo Moro protagonista di un tentativo di compromesso storico sgradito alla Casa Bianca e vittima di terroristi sospettati di essere al soldo della Cia, per finire con il Craxi di Sigonella abbattuto con le inchiete giudiziarie e con il Berlusconi troppo amico di Putin fatto fuori con gli scandali e lo spread.
La Mannino ha detto ciò che pensa la stragrande maggioranza degli italiani e lo ha detto sulle reti della Rai, per giunta nell’ambito di un evento come il Festival di Sanremo dove ogni dichiarazione è destinata a rimbalzare per poi inevitabilmente fare rumore. E il pensiero è andato ai tanti soloni dell’informazione italiana, quelli che nei panel televisivi non perdono occasione per fare professione di filo atlantismo, accusando di filo putinismo chiunque osi esprimere un’idea alternativa sulla guerra in Ucraina.
Ma forse la stessa Mannino si è resa conto di averla fatta grossa, se poi la sera è sembrata voler recuperare i punti persi rendendosi protagonista dell’ennesimo sermone politicamente corretto. “”Siamo nel 2024 ma ragioniamo come 2524 anni fa. Protagora diceva che l’uomo è misura di tutte le cose – esordisce Mannino nel suo discorso – Oggi diremmo che l’uomo bianco etero è misura di tutte le cose. Solo che quest’uomo ha perso la misura”.
E ancora: “Noi esseri umani abbiamo la stessa presunzione verso tutti gli stessi esseri viventi solo perché noi parliamo; loro non comunicano come noi. Ma loro lo fanno, solo in modo diverso”. Secondo la comica “noi esseri umani siamo fissati con il potere sugli altri uomini, sulle donne, sui bambini”. Ma a lei invece piacerebbe avere solo “il potere di ridere, di vestirmi con le piume, di ballare in strada”.
Eccola la, la scontata polemica anti maschilista, anti patriarcato, pro immigrazione e pro Lgbt è servita.
Un monologo francamente scontato, diametralmente opposto alla spontaneità della mattina, che è sembrato fatto apposta per smorzare la polemica anti americana delle ore precedenti e tornare nei ranghi, per ricevere gli applausi e il consenso del sistema mainstream, quello che non ci mette niente ad inserirti nella lista dei filo Putin e a boicottare spettacoli e future ospitate tv. Basta demonizzare il maschio bianco ed etero, incitare le donne ad alzare la testa e ad essere autonome, inserirci un po’ di ideologia animalista e il gioco è fatto. Basta poco, che ce vo……Peccato per la Mannino, poteva essere il “Checco Zalone” di questa edizione, provocante e anticonformista contro il pensiero unico, invece è stata soltanto un’occasione persa.



