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Che mondo sarebbe senza i mancini? Un sondaggio della Swg

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mancino

Il mondo visto da sinistra non è un esercizio facile, a quanto pare. In questo caso la politica non c’entra, c’entra una condizione esistenziale che passa sotto il nome di sinistrismo. Chi sono e quanti sono i mancini? Sono individui che tendono a usare, in maniera parziale o totale, il lato sinistro del corpo per gesti sia involontari sia voluti. Nella maggior parte dei casi, tale atteggiamento si esemplifica nell’uso della mano sinistra, invece che della destra. Ma i mancini sono anche individui ancora gravati da antichi retaggi medievali secondo i quali la mano sinistra è quella del diavolo. Ma non solo. Si individua “a manca” tutto ciò che è funesto o indecoroso: un sinistro autostradale, un presagio sinistro, un tiro mancino.

Valutazioni assurde, ovviamente, che tuttavia fanno capire come, anche meno di un secolo fa, i pregiudizi sui mancini fossero incredibilmente radicati e vestiti di rigore scientifico. Fino agli anni ’40, il mancinismo era messo in relazione con la demenza e solo a partire dagli anni ’70, in Occidente, è stato considerato come una caratteristica individuale. Questo vuol dire, fortunatamente, che il processo di “correzione” dei mancini non sia più prassi nelle scuole.

Il sito previdir.it ha elaborato un’interessante ricerca linguistica dalla quale si evince chiaramente quanto sia netta la distinzione tra destra e sinistra. La parola “mancino” deriva dal latino “mancus” (imperfetto, monco), condividendo l’origine con la parola “moncherino”.  Destra deriva dal latino “dexter” (destra, ma anche favorevole, corretta, abile), dalla stessa radice deriva la parola destrezza. Sinistra, invece, deriva dal latino “sinister” (perverso, malvagio). Un luogo sinistro è, ancora oggi, un posto strano e ansiogeno. Questa differenza esiste anche in inglese, dove la destra è “right” (giusta), mentre la sinistra è “left” (quella rimasta, ossia l’altra). In francese la parola “droit” (destra) deriva dal latino “(di)rectus” (corretto, dritto), mentre “gauche” (sinistra) significa anche strano e deriva dal verbo “gaucher” (inciampare, camminare in modo strano). Anche in arabo la parola “destra” (yamiin) deriva da una radice correlata al significato di prosperità e abbondanza, mentre la parola “sinistra” (aysar) è connessa al significato inferiore.

I mancini, minoranza silente presente in tutto il mondo, ammontano a circa il 10% della popolazione, e hanno attirato la curiosità della società di indagine Swg che ha dedicato loro un sondaggio né conoscitivo né predittivo, ma senz’altro singolare. Si tratta di persone che si incontrano nella vita di tutti i giorni, ma il sinistrismo è un fenomeno biologico del quale si conosce ancora poco. La Swg ha testato all’interno del campione la conoscenza di alcune teorie ritenute verosimili sul mondo dei mancini. Le più accreditate riguardano il fatto che i mancini siano ritenuti più creativi e intelligenti dei destrimani (32%), non siano ancora visti di buon occhio in alcuni paesi (31%) e che il mancinismo sia presente anche nel mondo animale (30%), abbiano una calligrafia peggiore (25%), siano avvantaggiati nello sport (23%), siano più uomini che donne (17%) e, “dulcis in fundo”, siano più predisposti nel soffrire di patologie psicotiche (12%). In un mondo sempre più progettato e disegnato per agevolare e semplificare l’utilizzo di strumenti e dispositivi, il quotidiano presenta ancora delle oggettive difficoltà per i mancini. Poco più della metà dei mancini inclusi nel campione afferma di avere o aver avuto problemi nella vita di tutti i giorni. Le difficoltà riguardano soprattutto gli utensili da cucina, la condivisione degli spazi a tavola con destrimani, la pratica negli strumenti musicali o il “supplizio” di dover usare delle penne legate a catenine negli uffici pubblici, la difficoltà di aprire porte e serrature, usare prodotti di cancelleria. La principale soluzione è adattarsi. Ecco dunque che all’orizzonte si scorge un potenziale mercato per i mancini. Il 55% si dichiara interessato a un possibile acquisto di dispositivi progettati appositamente per loro e quasi un mancino su dieci sarebbe disposto anche a pagare un rincaro rispetto al prezzo dello stesso oggetto disegnato per destrimani, pur di averlo. Non è escluso quindi che le grandi aziende di qui a poco scoprano il valore commerciale dei mancini e costruiscano per loro un mondo al contrario. In fondo, che mondo sarebbe senza i mancini?

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