Michele Misseri in libertà: un ritorno tra polemiche e misteri

Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa ad Avetrana nel 2010, è un uomo libero.

Dopo aver scontato la pena di 8 anni per la soppressione del cadavere della nipote, Misseri è tornato nella sua casa, dove sconterà i restanti 4 anni di pena in libertà vigilata.

La scarcerazione di Misseri ha riacceso i riflettori su un caso che ha sconvolto l’Italia e che, a distanza di 14 anni, presenta ancora molti lati oscuri.

Per l’omicidio di Sarah sono state condannate all’ergastolo la moglie di Misseri, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina, che hanno sempre professato la loro innocenza.
Eppure la famiglia di Sarah non ha mai creduto alla versione di Misseri, che ha sempre sostenuto di aver trovato il corpo della nipote già senza vita in un pozzo, di averlo gettato in preda al panico e che la moglie e la figlia sarebbero innocenti.

Nonostante la condanna, molti dubbi permangono sul caso Scazzi.
Le numerose incongruenze nelle dichiarazioni di Misseri, la mancata confessione dell’autore materiale dell’omicidio e la presenza di depistaggi hanno alimentato le ipotesi di un complotto familiare.

La scarcerazione di Michele Misseri è certamente un evento che ha scosso l’opinione pubblica italiana ed ha avuto un forte impatto mediatico sollevando numerose polemiche.
Il sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi, ha espresso la sua preoccupazione per il ritorno di Misseri in paese, auspicando che non si crei un “nuovo circo mediatico”. La famiglia Scazzi si è invece detta “indignata” per la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Taranto di concedere la libertà vigilata a Misseri, definendola “una beffa alla giustizia”.

Il caso Scazzi, con i suoi misteri e le sue ombre, rimane una ferita aperta per la comunità di Avetrana e per la famiglia di Sarah.
La ricerca della verità e la giustizia per la ragazza sono ancora obiettivi da raggiungere.

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