Il percorso espositivo inizia con un tuffo emozionale.
Le prime sale abbracciano i visitatori immergendoli nelle atmosfere sceniche di tre famose opere “La Traviata”, la “Norma” e la “Tosca” e nella voce memorabile e inconfondibile del mito: Maria Callas.
Ci troviamo ad Atene nel primo museo al mondo dedicato alla famosa cantante lirica, un’affascinante esposizione che illustra le tappe fondamentali della sua vita, dagli anni della formazione ai successi dell’ineguagliabile carriera della principale icona dell’opera del 20° secolo.
Un personaggio dalle molteplici sfaccettature. Da una parte una carriera internazionale unica e dall’altra una vita sofferta. Nell’ambiente familiare prima e con gli amori sfortunati poi.
Inaugurato a fine ottobre 2023, per il 100esimo anniversario dalla nascita dell’artista, il “Museo Maria Callas” si trova in un edificio neoclassico a tre piani, nel centro della capitale ellenica, vicino alla Cattedrale.
Una collezione importante, frutto di un accurato lavoro cominciato nel 2000. I primi oggetti furono acquistati dal comune di Atene in un’asta internazionale a Parigi.
Solo nel 2011 arrivò la decisione ufficiale di creare un “Museo Maria Callas” e nel 2021 il comune di Atene concedette l’edificio storico che lo ospita, a pochi minuti dall’Acropoli.
“Atene era in debito d’onore con la leggendaria Divina” commentò l’ex sindaco di Atene Kostas Bakoyannis, uno dei promotori del progetto. “Il Museo Maria Callas, il primo al mondo, ci rende tutti orgogliosi”.
La collezione comprende un migliaio di cimeli appartenuti alla Divina come lettere, libri, costumi di scena e fotografie e una grande raccolta di clip audio-video rari e d’epoca.,
I materiali sono stati raccolti in più di vent’anni attraverso acquisizioni ma anche tramiteprestiti e donazioni di organizzazioni e istituzioni culturali, di privati e musei.
Hanno contribuito alla collezione anche, il teatro la “Fenice” di Venezia, l’ “Arena” di Verona e la “Scala” di Milano.
E a proposito della “Scala” indubbiamente questo tempio dell’opera fu l’artefice della trasformazione della Callas in una diva.
In un’intervista del 1969, che si può ascoltare in una sala del Museo, la cantante esprime tutta la sua ammirazione per il Teatro milanese dove si era esibita in 28 spettacoli.
“La Scala è tutto, è il teatro che ti offre il miglior spettacolo possibile. Posso dire che ho viaggiato in tutto il mondo, può anche non piacere a tanta gente all’estero… ma la Scala come tradizione, come qualità d’orchestra, come coro, come messinscena, come serietà del lavoro offre il meglio che c’è. È per me il tempio dell’arte. ll tempio della musica più famoso al mondo”
Donna, mito, diva.
Maria Callas (nome d’arte di Maria Anna Cecilia Sofia Kalos, Kalogheropoulos) era nata a New York nel 1923, dove i genitori di origine greca si erano trasferiti.
La sua fama raggiunse tutto il mondo, è la prima cantante lirica a essere oggetto di un’insistente esposizione mediatica che andava ben oltre i confini dell’opera.
Maria Callas ha ispirato poesie, romanzi, biografie e molte delle sue interpretazioni sono considerate irripetibili.
Diventò famosa non solo per la sua voce ma anche per la sua raffinata eleganza, per il fascino travolgente del suo carisma e per la sua capacità di coniugare canto e recitazione.
La soprano però aveva sempre rifiutato le proposte che arrivavano dal cinema.
Una sola volta accettò, in un periodo particolarmente difficile della sua vita. Soffriva di afonia, la sua voce durante alcune esibizioni l’aveva abbandonata. Inoltre, era finita dopo nove anni di convivenza, la storia con l’armatore greco Aristotele Onassis che la lasciò per sposare Jaqueline Kennedy.
Pier Paolo Pasolini nel 1968 vide in Maria Callas l’interprete ideale del film che stava realizzando, “Medea” tratto dalla tragedia di Euripide e propose al soprano il ruolo di protagonista. E lei accettò.
“Tu sei come una pietra preziosa che viene violentemente frantumata in mille schegge per poter essere ricostruita di un materiale più duraturo di quello della vita, cioè il materiale della poesia”, le scrisse Pasolini.
Ci ha lasciato troppo presto Maria Callas, a 54 anni non ancora compiuti ma, l’eredità artistica per il suo “bel canto” ancora oggi emoziona e appassiona.
Come disse Eugenio Montale: “Quando non canterà più, lascerà dietro di sé una leggenda”.
Sofia Barilari



