"Avevp ancora un anno di contratto ma mi sono ritirato perchè il mio Paese aveva bisogno di me" MILANO (ITALPRESS) – "Nonostante il presente mi impegni molto, il passato non lo voglio dimenticare. Ringrazio il Milan che mi ha dato la possibilità di vincere tutto e gli sarò per sempre grato". Così, ai microfoni di RadioTV Serie A con RDS per "Storie di Serie A", l'ex difensore Kakhaber Kaladze, oggi sindasco di Tbilisi, per anni calciatore ai massimi livelli. "Come tutti i ragazzi, avevo dei riferimenti che seguivo: i miei erano Maradona e Paolo Maldini. Ero un bambino quando Maldini giocava, avevo in camera i suoi poster; era il mio idolo e Dio mi ha dato la possibilità di giocare con lui. Da piccolo ho sempre sognato di diventare un calciatore, anche se non mi rendevo conto delle difficoltà e dei sacrifici che servono per arrivare ad alti livelli". Ha vissuto anni difficili, condividendoli anche con calciatori di altra nazionalità come Shevchenko. "Gli anni '90 sono stati un periodo difficile per la Georgia e l'Ucraina: non c'erano luce, gas e il cibo era poco reperibile – spiega Kaladze -. In Georgia ci sono state diverse guerre e abbiamo vissuto periodi difficilissimi; i miei genitori non riuscivano a portare il pane in tavola. Anche per i calciatori era molto difficile: economicamente il paese era in crisi e giustamente la gente si concentrava su quelle che sono le vere priorità; c'era poco spazio da dedicare allo svago e allo sport. Io volevo diventare calciatore anche per avere maggior disponibilità economica e per aiutare la mia famiglia. Ai miei figli parlo spesso di quel periodo buio e loro faticano a credere che il nostro Paese e la gente che lo viveva, abbiano passato momenti così difficili". "Con Sheva abbiamo fatto stagioni importanti con la Dinamo Kiev: eravamo giovani, forti e motivati, avevamo un grande allenatore e la squadra lavorava bene. Quando lui andò al Milan, ci fu molta curiosità: la società aveva grandi aspettative e lui non le deluse; già dalla prima stagione dimostrò di essere molto forte. Dopo un anno e mezzo lo raggiunsi. Avevo avuto contatti con il Bayern Monaco; andai a Monaco dove avrei dovuto firmare il contratto, ma tornato a Kiev, mi dissero che sarei dovuto andare a Milano per firmare il contratto con il Milan. Parlai con Galliani e trovai subito l'accordo per un contratto iniziale di cinque anni. Ero felicissimo di poter giocare in un club con una storia importante". E la storia d'amore con i rossoneri fu molto più lunga. "Sono stati 9 anni bellissimi. Ci sono sicuramente stati momenti bassi segnati anche da brutti infortuni, ma con il Milan ho vinto tutto quello che si poteva vincere. La nostra era più una famiglia che una squadra con a capo un grande Mister: Carlo Ancelotti. La vittoria più bella è stata quella di Manchester contro la Juventus nella finale di Champions League. Il calciatore che più ho apprezzato è stato Maldini: un grande calciatore, un grande campione, ma ancor prima un grande uomo e questa è la cosa più importante". "Rino Gattuso è un altro grande uomo; ci divertivamo molto a fargli scherzi perché lui era molto permaloso. Ho una gag divertente da raccontare che lo riguarda: una mattina eravamo a Milanello per la consueta seduta di allenamento; aveva piovuto molto la sera prima e appena scesi in campo con Rino, vedemmo una lumaca sul prato; gli dissi che se l'avesse mangiata, gli avremmo dato 10.000 euro, e lui lo fece. Non gli abbiamo mai dato i soldi pattuiti. Con tutta la squadra andavamo a cena tutti insieme quasi tutte le sere, eravamo davvero tanto uniti. Se penso al Milan di oggi penso ad una bella squadra che mi auguro possa rimanere in alto in classifica per potersi giocare la prossima Champions. Non riesco ad immaginare un Milan senza Maldini e un Maldini senza Milan. Lui ha fatto bene, ha fatto acquisti importanti e con lui hanno iniziato a crescere; la decisione di allontanarlo è stata molto strana". Kaladze ha vissuto anche eventi drammatici come la tragica morte del fratello. "Mi ha segnato molto; è una ferita che non si rimarginerà mai, una vicenda che mi ha cambiato, dal punto di vista psicologico ho sofferto davvero tanto. Per di più io ero solo a Milano. Senza questa vicenda sono sicuro che avrei potuto rendere ancor di più in campo, ma il destino non si cambia. Abbiamo ricevuto tante richieste di riscatto, anche da chi non c'entrava nulla con il rapimento. Gli anni '90 sono stati un periodo bruttissimo, che fa male ricordare. Oggi la Georgia è un paese diverso. Uno dei miei figli ha il nome di mio fratello, questa era una promessa che mi ero fatto e così è stato". Si torna al calcio e si apre il capitolo Genoa. "Due anni bellissimi. Gasperini è un allenatore in grado di prepararti al meglio per le partite; ci faceva dare il massimo durante l'allenamento senza però farci sentirci stanchi e sempre con la voglia di non mollare mai. La tifoseria è sempre stata presente, calda e unita; loro vivono per il Genoa; lo stadio è bellissimo. Gilardino? Sta facendo un grande campionato, fa giocare molto bene la squadra. Una grande persona e si sta dimostrando anche un grande allenatore". In Serie A sta facendo benissimo un suo connazionale, il campione d'Italia Kvaratskhelia: "Un bravissimo ragazzo; parlo molto anche con suo padre che è una persona davvero unica. Prima del suo arrivo a Napoli mi sono messo in contatto con la società per parlargli di Khvicha e per fargli capire quanto sia una persona meravigliosa; poco dopo mi hanno chiamato per ringraziarmi. Lui per la Georgia è un giocatore importantissimo; tanti bambini che sognano di diventare calciatori lo vedono come un esempio da seguire e anche per la Nazionale è fondamentale. Gli auguro di arrivare in un club ancora più rinomato, di vincere la Champions e di realizzare tutti i suoi sogni". Dal calcio alla politica. "Non è stata una decisione semplice, ma l'ho fatto per il mio paese. Avevo ancora un anno di contratto, ma decisi di ritirarmi prima perché sapevo che la mia terra aveva bisogno di me. Nel 2012 abbiamo fatto campagna elettorale vincendo le elezioni parlamentari e a oggi governiamo il Paese. Da 7 anni sono sindaco di Tbilisi; sento una grossa responsabilità perché questa è una città con molti abitanti e molti problemi. Questa città va visitata per essere capita: ci contraddistingue l'ospitalità georgiana che va vissuta per sapere quanti e quali valori ci contraddistinguono; abbiamo mare, montagna, ottimo cibo e vino. Sono in carica fino al 2025 e ho molti progetti importanti da voler realizzare; penso solo a migliorare la mia città". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). ari/com 07-Mar-24 12:28
Kaladze “Grato al Milan, legato al Genoa, in politica per la Georgia”
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