I pirati più abili nell’editoria? Universitari e professionisti…

sabato, 9 Marzo 2024
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editoria

La pirateria manda in fumo un quarto del mercato dei libri. In più, il dato sociale ci dice che sono ancora troppi gli italiani, sette su dieci, convinti che non saranno puniti per i loro atti illeciti. E’ quanto emerge dalla terza indagine Ipsos, commissionata dall’Associazione Italiana Editori. Gli editori perdono 705 milioni di euro di vendite l’anno, più di un quarto del valore complessivo del mercato (il 28%, calcolato al netto di editoria scolastica ed esportazioni) con la perdita di circa 5mila posti di lavoro che diventano 12mila conteggiando anche l’indotto. La perdita per il sistema-Paese è di 1,75 miliardi di euro, con 298 milioni di mancate entrate per il fisco.

Dati sconcertanti. Il 78% degli studenti universitari e. soprattutto, il 49% dei professionisti (tra cui medici, avvocati, commercialisti, notai, architetti e ingegneri) sottraggono “illecitamente” libri a stampa, digitali e banche dati. Statisticamente il 31% della popolazione compie atti di pirateria sopra i 15 anni, mentre la percentuale di chi si dice a conoscenza dell’illegalità della pirateria è pari, nel 2023, al 79%. Il 70% del campione intervistato ritiene poco probabile essere scoperti e puniti. Eppure le operazioni della Guardia di Finanza non mancano: dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 i reparti del corpo, nel corso di 2.144 interventi a tutela dei diritti d’autore, hanno sottoposto a sequestro oltre 51,2 milioni di prodotti, denunciando all’autorità giudiziaria oltre 4.200 soggetti. In particolare, nel comparto librario ed editoriale, nello stesso periodo, sono stati sequestrati oltre 1,4 milioni di libri, opuscoli, stampati, giornali e pubblicazioni contraffatti».

Chi sono i pirati

  • Quasi un italiano su tre sopra i 15 anni (il 31%) ha compiuto almeno un atto di pirateria in campo editoriale nell’ultimo anno.
  • Un italiano su cinque (20%) ha scaricato gratuitamente da Internet almeno una volta un ebook o audiolibro in maniera illegale.
  • Il 16% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook.
  • L’8% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato.
  • L’8% ha acquistato almeno un libro fotocopiato.
  • Il 6% ha ricevuto da amici o conoscenti i codici di accesso per leggere ebook o ascoltare audiolibri in abbonamento.
  • Maggiore incidenza di pirati tra studenti universitari e professionisti
  • Il 78% degli studenti universitari ha compiuto almeno un atto di pirateria (fisico o digitale) nell’ultimo anno.
  • Il 49% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno.

Consapevolezza del problema

  • Il 79% della popolazione sopra i 15 anni è consapevole che questa attività è considerata dalla legislazione illecita/illegale.
  • Il 70% ritiene poco o per niente probabile che reati di questo tipo vengano scoperti e puniti dall’autorità competente.
  • Il 42% ritiene che gli atti di pirateria siano poco o per niente gravi in relazione alla necessità di perseguirli legalmente.

La ricerca Ipsos per Aie è stata svolta a ottobre del 2023 su un campione di circa 4000 interviste così suddivise: 2700 casi rappresentativi per genere, età, area geografica, ampiezza centro, professione e titolo di studio (più di 15 anni), 867 studenti universitari rappresentativi per genere, età e area geografica e 743 liberi professionisti rappresentativi per area geografica.

«L’editoria italiana vive un contesto economico difficile, caratterizzato da costi in crescita solo in minima parte compensati dagli aumenti del prezzo di copertina, mentre gli stimoli alla domanda presenti gli anni scorsi non sono più presenti o sono stati ridimensionati – dice Innocenzo Cipolletta, presidente Aie – in questo quadro, la perdita di un quarto del valore potenziale delle vendite a causa della pirateria è un costo insostenibile che ha ricadute sul numero delle aziende che non riescono più ad andare avanti, sull’occupazione, sui compensi degli autori. Nel 2023 vediamo primi segnali di riduzione degli atti di pirateria, ma i fattori che possono influire sono tanti e non parlerei ancora di tendenza consolidata». Per Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg la pirateria delle opere dell’ingegno è un tema centrale per tutta l’industria dei contenuti editoriali. «L’evoluzione economica e tecnologica – osserva – rappresenta oggi la sfida più complessa per le autorità impegnate a contrastare il fenomeno: in tal senso, la collaborazione avviata dalla Fieg con la Guardia di Finanza, unitamente agli strumenti di contrasto introdotti dalle procedure Agcom, sono la migliore garanzia per una piena consapevolezza del fenomeno, anche nei suoi risvolti di diretta responsabilità giudiziaria, oltre che per il suo più efficace contrasto. Bisogna rendere impossibile, nei confronti di chi fa business sui contenuti illegali, nascondersi dietro l’anonimato della rete: le persone devono essere consapevoli che stanno commettendo un illecito e devono sapere che per questo possono essere punite».

Foto: giornaledellalibreria.it

 

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