Segnatevi questo nome: Luca Nardi, 20 anni da Pesaro. Ama il Napoli e la lasagna. Fino a ieri era un semisconosciuto giocatore di tennis italiano di belle speranze. Dall’alba di martedì è il golden boy che ha strapazzato niente di meno di Novak Djokovic, numero uno del pianeta, buttandolo fuori dal torneo californiano di Indian Wells. Per il circuito è stato, sportivamente parlando, un altro choc dopo il ritiro di Rafa Nadal. Appena si è reso conto di aver compiuto l’impresa della vita, ha detto: «Penso che prima di questa notte nessuno mi conoscesse. Spero che il pubblico abbia apprezzato lo spettacolo. Alla fine, non so come sia riuscito a tenere duro. Penso che sia stato un miracolo, perché sono un ragazzo di 20 anni, fuori dai primi cento al mondo, che è riuscito a battere Novak. È pazzesco».
Ha ragione, perché tenendo conto delle statistiche che nel tennis sono la bussola, il 20enne pesarese, n. 123, è il giocatore con la classifica più bassa a essersi preso il lusso di sconfiggere Nole in un torneo di questa categoria o in uno Slam (primato che finora spettava al sudafricano Kevin Anderson, n.122 quando si impose a Miami nel 2008). Ed è il quarto tennista con il ranking più basso a battere un numero uno al mondo in carica in un torneo “1000″. In più arrivava dalle qualificazioni. Il massimo.
I primi colpi con la racchetta a sette anni a Pesaro, dove la madre lo accompagnava insieme al fratello maggiore. Non a caso ha sottolineato: «Gioco per colpa di mio fratello». Sognava di diventare un grande tennista e aveva un idolo: “tale” Nole Djokovic: «Mi piace per come sta in campo, come gioca, quanto Corre. E’ il mio modello». Volto pulito, sempre corretto in campo e dotato di una buona tecnica, il ragazzo di Pesaro è uno dei tennisti più promettenti nati 2003, ma il suo carattere introverso e qualche infortunio di troppo lo hanno tenuto lontano dai riflettori del circuito. Alto 186 centimetri, fisico longilineo ha un discreto palmares: cinque titoli Challenger su sette finali disputate, tre titoli Itf su quattro finali. Grazie alla vittoria su Djokovic entrerà nei primi cento in classifica e non potrà più nascondersi.
Il debutto nel circuito Atp è del maggio 2022 agli Internazionali d’Italia. L’impatto con il circuito maggiore non è stato semplice. Anche a India n Wells aveva mancato la qualificazione, ma grazie al ripescaggio per il forfait di Tomas Etcheverry (l’argentino si è fermato per un problema muscolare al polpaccio destro e gli ha ceduto la posizione come testa di serie numero 30) è rientrato direttamente dal terzo turno. La fortuna del predestinato, ma anche tanta determinazione fino all’exploit di oggi.
Della sua vita privata, Nardi rilascia un’immagine di semplicità e di forte legame con la famiglia: la madre che lo accompagnava agli allenamenti e gli prepara la lasagna di cui va pazzo; il padre notaio che gli ha trasmesso la passione per il Napoli Calcio. Ora Nardi è atteso dall’americano Tommy Paul, n.17 del ranking. Tra i due non ci sono precedenti. Se perderà chissenefrega. Per ora, ma solo per ora, va benissimo così.



