Guerra nella massoneria: tutti fratelli ma non troppo

venerdì, 15 Marzo 2024
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Un tempo si diceva che soltanto la Chiesa e la massoneria erano inviolabili, in quanto a segretezza. Anche questa certezza è ormai ampiamente smentita visto che dal Vaticano esce di tutto come ha dimostrato lo scandalo Vatileaks e la mole di documenti riservati che dalle stanze papali sono finiti nelle redazioni dei giornali. E non c’è giorno che dai sacri palazzi non escano indiscrezioni che riguardano il Papa e i suoi più stretti collaboratori, con lo stesso Francesco che spesso alimenta il gossip come nelle ultime ore, riferendo di aspettative in ordine ad una sua possibile rinuncia.

Ma anche la massoneria non è più quella di una volta. Ecco che Il Fatto quotidiano riporta dettagliatamente la cronaca dello sconrtro interno al Grande Oriente d’Italia, la principale loggia massonica italiana, per l’elezione del Gran maestro. E parla di un clima molto teso, che potrebbe portare addirittura ad una scissione, visto che la corrente uscita sconfitta per pochi voti non riconoscerebbe valide le elezioni appena concluse.

Ma ecco cosa scrive il quotidiano diretto da Marco Travaglio: “Vorrebbero boicottare l’insediamento del nuovo Gran maestro, eletto tra le polemiche. Si fa incandescente il clima interno al Grande oriente d’Italia, la principale obbedienza massonica del Paese. Dal voto per scegliere il successore di Stefano Bisi sono passati dieci giorni, ma le contestazioni non accennano a placarsi. Anzi sul Goi sembrano tornare a soffiare venti di scissione”.

Colpa appunto del risultato del voto che ha visto prevalere il vincitore per pochissimi voti fra le contestazioni degli sconfitti che denunciano irregolarità.

In corsa c’era Leo Taroni, imprenditore di Ravenna che si era candidato criticando aspramente la decennale gestione del gran maestro uscente Bisi, che ha sfidato Antonio Seminario, già Gran maestro aggiunto, che come riporta Il Fatto “poteva contare sul supporto dell’attuale numero uno e delle logge del Sud Italia”.

Ma che è accaduto?“Alla fine, dallo spoglio, è emersa una netta spaccatura territoriale: le Regioni del Nord – dalla Lombardia all’Emilia Romagna – hanno votato soprattutto per Taroni, mentre quelle del Mezzogiorno – soprattutto la Sicilia e la Calabria – hanno sostenuto in maniera massiccia Seminario. Proprio quest’ultimo è risultato il candidato eletto, alla fine di una lunghissima riunione della Commissione elettorale nazionale. Un’elezione contestata quella di Seminario, maturata sul filo di lana: il vincitore ha ottenuto 6.369 voti, mentre allo sconfitto sono state assegnate 6.343 preferenze, soltanto 26 in meno. Le polemiche sono dovute all’annullamento di 139 voti andati a Taroni: dalle schede, infatti, non è stato staccato il tagliandino antifrode. È per questo motivo che oggi i sostenitori del candidato sconfitto polemizzano, rivolgendo al Gran maestro eletto l’epiteto di ‘Tonino Talloncino’“.

La spaccatura è molto seria perché le logge che hanno sostenuto lo sconfitto hanno annunciato il boicottaggio del nuovo Gran maestro non presentandosi alla Gran loggia di Rimini dove da regolamento deve avvenire la proclamazione.

“Il regolamento interno – si legge ancora su Il Fatto – prevede che la proclamazione del nuovo Gran maestro avvenga alla Gran loggia di Rimini, il congresso annuale del Grande oriente, previsto dal 5 e 7 aprile. Davanti ai vertici apicali delle 862 logge di tutto il Paese, Bisi proclamerà l’elezione di Seminario, che dunque entrerà in carica. Le regole interne, però, prevedono che per costituire la Gran loggia occorra la presenza di almeno la metà più uno dei rappresentanti delle logge. I sostenitori di Taroni, dunque, puntano a convincere almeno 432 maestri venerabili – cioè la quota necessaria per raggiungere il quorum – a non presentarsi a Rimini, in modo da boicottare la nomina ufficiale di Seminario. Se non è una scissione, poco ci manca. L’impressione è che i colpi di scena interni alla massoneria non siano ancora finiti”.

Al di là degli aspetti regolamentari c’è però un dato politico, ovvero il tentativo di impedire un cambio al vertice che sarebbe sollecitato dalla maggioranza dei “grembiuli”. Infatti oltre ai due candidati che si sono sfidati fino all’ultima scheda ce n’era anche un terzo, Pasquale La Pesa che ha raccolto circa 700 voti i quali, se sommati a quelli di Taroni, dimostrerebbero come la stragrande maggioranza dei fratelli massoni non sia affatto soddisfatta della gestione del Gran maestro uscente.

Inoltre c’è chi fa notare come soltanto stavolta sia stata fatta valere la regola dei tagliandini antifrode mai utilizzata in passato, e quindi è forte il sospetto di un’operazione studiata a tavolino per blindare gli attuali vertici ed impedire il cambiamento che, conti alla mano, sarebbe avvenuto se i voti non fossero stati annullati. Segno evidente di come ormai la lotta per la leadership e per il controllo del potere, abbia finito per soppiantare i valori che sono alla base dell’obbedienza massonica; libertà, uguaglianza e fratellanza. Quello che appare è invece un mondo lacerato da guerre intestine, dove una “casta” dominante punta a conservare le proprie rendite di posizione, e l’altra invece punta ad assaltare un sistema accusato di voler restare in piedi ad ogni costo e ogni mezzo.ù

Una volta la massoneria puntava ad ispirare il mondo per cambiare la società secondo i propri principi, in maniera opposta e speculare alla Chiesa, ma oggi proprio come la Chiesa con cui sembra aver dissotterrato l’ascia di guerra prediligendo la via del dialogo, dà l’impressione di non voler più “converire” il mondo ma di essersi fatta convertire fino ad assumere le stesse caratteristiche di quei partiti politici dove spesso si è inserita per indirizzarne gli orientamenti secondo i propri obiettivi e le finalità.

Da qui le polemiche e le accuse di brogli con gli stracci volati e finiti sulle pagine dei giornali, alla faccia di quel principio di fratellanza che alla luce dei fatti appare oggi un puro eufemismo. C’era una volta una loggia segreta.

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