La terza guerra mondiale è più vicina

sabato, 30 Marzo 2024
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La terza guerra mondiale potrebbe essere più vicina che mai, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi giorni e l’escalation della narrativa anti-occidentale condotta dal Presidente Russo Vladimir Putin e dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia Dmitrij Medvedev. Dopo la strage della sala concerti a Mosca, i rapporti tra Stati Uniti, Regno Unito e Russia sono diventati ancora più tesi, a causa delle informazioni di intelligence che apparentemente gli alleati NATO avevano sulla possibilità di un attacco terroristico nella capitale russa e che non sono state adeguatamente fornite ai servizi segreti russi. 

Dopo circa una settimana, sono già stati due gli scramble tra Mar Baltico e Mare di Barents che hanno coinvolto Russia e aerei occidentali. Il primo è avvenuto 4 giorni fa quando un Mig-31 russo (cacciabombardiere trisonico), si è alzato in volo per intercettare due bombardieri Lancer B-1 statunitensi in volo lungo il confine nord occidentale della Russia. Tra il 28 e il 29 marzo invece gli Eurofighter italiani hanno effettuato un doppio scramble partendo dalla base polacca NATO di Malbork per intercettare due arei Ilyushin Il-20 M da ricognizione. 

La possibilità di un escalation è quindi dietro l’angolo. Un missile lanciato male, uno scontro tra aerei o l’invasione erronea di un confine potrebbero portare alla fine della pace in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale. Le armi inviate finora dall’Italia e dagli altri paesi dell’Unione Europea dovevano portare ad una rapida cacciata dell’invasore russo dal territorio ucraino e invece l’effetto finale sembra essere stato quello di aver indurito la guerra, avvicinandoci sempre più ad un conflitto in cui anche i soldati italiani potrebbero essere inviati. Allo stesso tempo, ci si chiede se trattare con un dittatore sarebbe stato allo stesso modo giusto. La strategia di “appeasement” portata avanti prima della seconda guerra mondiale nei confronti di Hitler portò ad un aumento di potere del leader nazista e non si può sapere se, adottando la stessa strategia oggi, Putin avrebbe superato le richieste nel Donbass cercando di espandersi in tutta l’Europa dell’est. 

Per ora, il presidente russo ha annunciato che non ha alcuna intenzione di attaccare la NATO, ma che sarà pronto a distruggere i caccia F-16 messi a disposizione dell’Ucraina in tutti gli aeroporti, anche quelli di paesi NATO. Queste affermazioni spaventano le alte cariche militari dell’alleanza atlantica, con il tenente colonnello svedese Joakim Paasikivi dell’Università della Difesa di Stoccolma che ha sottolineato come la dichiarazione di Putin è principalmente un’escalation retorica, ma la minaccia dovrebbe essere presa molto seriamente.

La narrativa russa racconta di un Occidente aggressore e minaccioso, pronto a inserire armi nucleari all’interno degli F-16 e ad usare armi di distruzione di massa nel territorio russo. In questa situazione, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Belgio hanno promesso di consegnare 45 aerei F-16 all’Ucraina, che saliranno a 60 entro la fine dell’anno. Nel mentre, gli alleati occidentali stanno addestrando piloti ucraini per pilotare gli aerei. 

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