Calcio: Gilardino “Finiamo al meglio stagione, poi penseremo al futuro”

giovedì, 4 Aprile 2024
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"Quest'anno abbiamo fatto grandi partite contro grandi squadre" MILANO (ITALPRESS) – "Essere me stesso mi ha permesso di farmi capire, di far vedere l'uomo prima dell'allenatore, di trasmettere idee chiare e motivazioni positive. Dopo la promozione dalla Serie B alla Serie A non ho avuto pensieri di sconforto, anzi avevo voglia di mettermi in gioco. Ho avuto subito la percezione di quello che è il nostro campionato dopo la prima partita con la Fiorentina che mi ha fatto barcollare un attimo, ma già a Roma con la Lazio avevamo capito come raddrizzare il tiro per riuscire a fare bene". Alberto Gilardino, da calciatore come da allenatore, vive di sfide. La scorsa stagione ha preso il timone del Genoa a campionato in corso e lo ha portato in A dove quest'anno il Grifone sta ben figurando. "Il Dna del Genoa è passione e determinazione, rabbia agonistica e anche saper giocare a calcio, perché quest'anno abbiamo saputo giocare a calcio e in più partite abbiamo fatto grandi partite contro grandi squadre – racconta a 'Storie di serie A', su Radio Serie A con Rds – Paradossalmente abbiamo sofferto un po' di più giocando contro squadre che si giocano tanto, come per esempio nella partita pareggiata in casa con il Frosinone". "Siamo cresciuti tantissimo dall'inizio ad oggi, sia come singoli che come gruppo – prosegue Gilardino – Tanti giocatori come Gudmundsson, Bani, Frendrup, Sabelli e De Winter hanno fatto un percorso importante. Sono rientrati giocatori importanti come Retegui, Malinovskyi e Messias: vorrei citarli tutti perché tutti hanno avuto una crescita straordinaria e sono stati impattanti nel corso della stagione". Ma come nasce il Gilardino allenatore?"È stato ed è un percorso molto bello, stimolante e affascinante – continua – Ho iniziato 5 anni fa perché volevo mettermi alla prova e avere nuovi stimoli. Lo faccio con grande passione e questo mi piace. Credo che la perseveranza, la voglia di non porsi limiti e di crearsi nuovi stimoli nella vita, come nello sport, ti porta a fare un bel percorso. Mi sono ispirato ai molti maestri che ho avuto, preparati sia sul campo sia a livello umano e nella gestione del gruppo. Aver convissuto con diversi allenatori, nel corso della carriera da calciatore, mi ha dato la possibilità di prendere qualcosa un po' da tutti. A livello umano e di carisma potrei citare Carlo Ancelotti, uno degli allenatori più vincenti, ma anche Lippi, Pioli, Gasperini, Prandelli nei miei primi anni a Parma… non li cito tutti, ma ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa". Due i giocatori simbolo di questo Genoa: Gudmundsson e Retegui. L'islandese "è un giocatore che bisogna lasciare libero all'interno del campo, soprattutto in fase di possesso è molto bravo a ritagliarsi lo spazio nelle zone di campo. Non ha solo dribbling, ma anche attitudine in fase difensiva. Retegui è una prima punta classica, è un giocatore che lavora molto bene dentro l'area di rigore e sa muoversi in quella zona di campo. Europeo? Penso che possa essere importante per questa Nazionale e mi auguro faccia un grande finale di stagione con noi". Inevitabile parlare poi del futuro del "Gila". "Se allenerò ancora il Genoa? Io dico sempre la verità: qua ho fatto e sto facendo un percorso di crescita incredibile. Il pensiero più grande è finire nel modo migliore questa stagione, ci sarà poi il tempo di pensare al futuro. La decisione non spetterà solo a me, per ora cerchiamo di finire nel modo migliore e fare più punti possibili. In quelle situazioni, oltre all'aspetto contrattuale, bisognerà capire gli obiettivi e i programmi in base a quale sarà la volontà della società nei confronti della squadra. Se la società deciderà di sacrificare giocatori bisognerà capire quali giocatori entreranno, che magari avranno bisogno di tempo per adattarsi". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). glb/red 04-Apr-24 10:41

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