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Bologna Children’s Book Fair rende omaggio al maestro Alberto Manzi

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libri

Ad Alberto Manzi almeno due generazioni di italiani devono qualcosa. Tra il 1960 e il 1968 “il maestro d’Italia”, grazie alla sua fortunata trasmissione Rai “Non è mai troppo tardi”, insegnò a tanti spettatori a scrivere e a far di conto, al punto che quasi un milione e mezzo di persone conseguì la licenza elementare. Non molti sanno, però, che Manzi è stato anche autore di intramontabili libri per ragazze e ragazze. In occasione del centenario della nascita, la Bologna Children’s Book Fair gli rende omaggio con la sorpresa di un inedito. Tra le nuove uscite di libri ormai rari ci sarà la nuova edizione dell’introvabile “Testa rossa” (edito da Gallucci) con i disegni di Carlo Frigerio a cui è dedicato anche un cartone animato del Centro Manzi. A quasi 70 anni dalla prima uscita tornano per Rizzoli anche la nuova edizione illustrata del romanzo Orzowei e La luna nelle baracche (Edizioni di Storia e Letteratura). Ma la grande attesa è per il testo inedito.

«È stata una bella sorpresa. Lo abbiamo trovato due, tre mesi fa facendo ricerche online sui libri di mio padre. È un romanzo breve, un racconto stampato in tedesco che non ci risulta nel suo archivio, ma dobbiamo terminare di spulciare fino in fondo tra le carte. Parla di un viaggio avventuroso fatto dai due protagonisti in un paese della Lapponia. Non so come gli sia venuta in mente questa ambientazione, anomala rispetto al mondo a cui si rivolgeva mio padre. Sarà edito da Gallucci per il centenario – racconta Massimo Manzi, figlio del maestro. Dalla casa editrice annunciano che si intitolerà Einar e la sua uscita è programmata per ottobre 2024».

I libri per bambini e ragazzi del maestro Manzi sono ancora attuali nonostante il passare del tempo. «A renderli moderni sono due cose importanti, oggi al centro di tanti dibattiti letterari: la natura che è sempre presente, ma non come semplice sfondo, e la condizione umana», aggiunge Manzi. Quando il maestro scrisse Testa Rossa, Massimo aveva sette anni e di quel libro ha un ricordo molto personale. «Uscì nel 1957 per Valentino Bompiani con cui mio padre aveva un rapporto diretto, mi è capitato di rispondergli al telefono. Quando scriveva Testa rossa abitavamo in una casa piccola, in affitto a Roma. Mio padre, nel tardo pomeriggio, scriveva a macchina sul tavolo dove pranzavamo e cenavamo e mi passava i fogli. Li leggevo e non davo consigli, mi faceva lo stesso effetto di quando mi raccontava le storie la sera sul bordo del letto».

Manzi era prima di tutto uno scrittore. Poi l’approdo in televisione. «I libri non mancavano a casa, la tv è arrivata un anno dopo le sue trasmissioni con la Rai. Le prime volte abbiamo visto “Non è mai troppo tardi” da un vicino – racconta ancora il figlio del maestro – quando fu scelto per il programma questa cosa non fu percepita come una grandissima notizia. Non perché fossimo stupidi o snob, ma era un mondo che ci sfuggiva. C’era certo molta curiosità di vederlo in tv per la prima volta. Il dato più interessante è che in quell’Italia contadina ci fu una grande fascia di anziani che lo seguiva per imparare a leggere e a scrivere. La cultura era vista come strumento di riscatto sociale, oggi siamo al paradosso inverso».

Per il centenario saranno moltissime le iniziative ma, oltre a quelle del Centro Manzi, la più interessante sarà con la Società Dante Alighieri che ha ramificazioni all’estero. Ci saranno una serie di incontri internazionali dal Giappone all’Argentina, dal Canada agli Stati Uniti. Nel mondo digitale come si sarebbe trovato il maestro Manzi? «Il mezzo, elettronico o tradizionale, non credo che avrebbe messo in difficoltà il lavoro di mio padre, né come scrittore né come insegnante. Mio padre era un maestro dell’esperienza. Tutto quello che avveniva in classe era frutto di dialogo e sperimentazione. Il mondo digitale come lo conosciamo oggi non era ancora Sviluppato, ma lo avrebbe molto interessato”.

Bologna Children’s Book Fair, che quest’anno omaggia il maestro Manzi, è un evento di riferimento da sessant’anni per chi lavora nel campo dell’editoria e dei contenuti dedicati a bambini e ragazzi. Bcbf costituisce il punto d’incontro per un pubblico composito e internazionale, rappresentando l’evento più importante a livello mondiale per lo scambio dei diritti editoriali, con un nucleo importante dedicato al licensing e ai contenuti multimediali per bambini e ragazzi.

La fiera bolognese è il punto di riferimento per editori, autori, illustratori, agenti letterari, distributori, insegnanti, traduttori e per tutte le altre figure che operano nel mondo dell’editoria e dei contenuti per l’infanzia. L’edizione 2023 ha visto la partecipazione di oltre 1400 espositori in arrivo da circa 90 Paesi e regioni del mondo.

Foto: biografieonline.it

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