Di Francesca Mileto
Tra diminuzione di Npl e aumenti dei tassi il 2023 è stato un anno eccezionale per le banche, ma per qualcuna lo è stato di più. Come Finint, l’istituto veneto fondato nel 1980 e specializzato in servizi finanziari personalizzati e di alta qualità per clienti selezionati, principalmente individuati tra imprese, famiglie, investitori e istituzioni, i cui dati di bilancio appena diffusi hanno fatto drizzare le antenne a giornalisti e addetti ai lavori.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza lo scorso anno la banca ha ottenuto la percentuale migliore nel rapporto tra raccolta e patrimonio, subito dopo Mps (che però viene da anni molto difficili e per la quale il “rimbalzo” era come minimo atteso). Il quotidiano finanziario parla di “piccola perla nella tempesta”, meravigliandosi degli 808 milioni di raccolta netta con un rapporto raccolta-patrimonio del 18% (tanto per offrire un metro di paragone, la solida e sempre lodatissima Fineco si ferma al 2,4%).
Numeri che sono stati salutati con grande soddisfazione dal presidente Enrico Marchi: “I risultati del 2023 hanno confermato e superato le aspettative – ha spiegato -. Pur in uno scenario macroeconomico complesso, siamo stati capaci di raggiungere i migliori risultati di bilancio di sempre grazie alla competenza delle nostre persone e dei professionisti delle nostre reti. Con l’integrazione dell’area private banking e gestione NPE si è rafforzato il nostro perimetro d’azione e siamo così diventati una banca d’affari integrata e specializzata”.
Una grande opportunità, subito colta, è stata offerta dalla gestione dei fondi nell’ambito del PNRR: Nel 2023 il gruppo, in collaborazione con Sinloc Spa, è stato selezionato dalla Banca Europea per gli Investimenti per gestire i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per un totale di 165,55 milioni di euro per il turismo sostenibile e 102 milioni per i cosiddetti Piani urbani integrati. Ciò comporta la promozione della rigenerazione urbana, allineandosi agli obiettivi di sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione del piano di ripresa europeo.
Un impegno di sicuro rilevante ma che non poteva bastare per continuare a prosperare nel mezzo di tensioni globali e incertezze legate ai cambiamenti climatici e macroeconomici. Per questo la banca si è impegnata nel raggiungere il pieno consolidamento e l’integrazione delle aree private banking (Finint Private Bank) e gestione NPE (Finint Revalue), consentendo al gruppo di presentare un’offerta integrata di servizi e prodotti ad alto valore aggiunto nei settori del corporate e investment banking, asset management, private banking, wealth management e credit management. Questa traiettoria di crescita dovrebbe, nei piani della banca, essere rafforzata dal nuovo piano strategico per il 2024-2026, che sarà presentato nel corso dell’estate.
L’innovazione principale è però rappresentata dall’avvio di una formazione ad hoc per tutti i dipendenti con l’obiettivo di rendere i processi più efficienti, abbattere gli sprechi e massimizzare la soddisfazione del cliente.
Banca Finint ha adottato stabilmente e in modo continuativo la metodologia Lean Six Sigma per ottimizzare i propri processi (struttura Lean gestita da Enrico Acciarino), grazie alla consulenza di SSMI Europe, un’azienda guidata da Fabrizio Majorana. Grazie al team di Majorana e al suo approccio Lean Six Sigma, Banca Finint ha registrato significativi successi.
L’implementazione di questa metodologia non è stata un’azione isolata, di quelle che servono a certe società per fingere aggiornamenti più pubblicizzati che concreti, ma una campagna ampia e duratura che ha coinvolto ogni aspetto aziendale. L’obiettivo è allineato a quello delle principali istituzioni bancarie europee: formare tutto il personale, senza distinguere tra dipendenti di serie A e di serie B.
L’iniziativa avviata alla fine del 2023 ha già coinvolto oltre 200 dipendenti, che hanno acquisito conoscenze su circa 60 processi che sono stati ottimizzati fino al 50% o più, sia nel back office che nel settore del commercial banking.
L’attenzione alle risorse umane del gruppo è stata rimarcata dall’amministratore delegato Fabio Innocenzi: “Gli ottimi risultati 2023 riflettono il grande lavoro svolto in questi anni da tutta la squadra di Finint – ha commentato -. Testimoniano la forte crescita dimensionale di un gruppo sempre più focalizzato su un’offerta completa e integrata rivolta a imprese, famiglie imprenditoriali e clientela istituzionale”.
Dimostrazione che le banche non sono necessariamente minacciate dai nuovi player, che offrono servizi di pagamento sui cellulari a costi irrisori, se si è in grado di curare la clientela con un modello di consulenza evoluta, ritagliata come un vestito sulle esigenze dei clienti. Perché la fiducia è uno di quegli asset che nella finanza non potrà mai essere sostituita da un algoritmo.



