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Mozzarella Dop: ecco Nina, l’IA che scopre i prodotti contraffatti

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mozzarella di bufala

Makkaroni, parmesan, pasta schuta, spagetti: questo florilegio, per così dire, di neologismi rientra nel fenomeno chiamato “Italian sounding” e si riferisce a quei prodotti che presentano nomi e slogan riconducibili all’Italia, anche onomatopeicamente, ma che in realtà non hanno nulla a che fare con il nostro Paese. L’obiettivo è quello di attirare il consumatore verso l’acquisto di un prodotto che evochi la qualità italiana, riconosciuta nel mondo. Negli ultimi anni, il mercato del falso italiano è cresciuto in maniera esponenziale, tanto da superare più del doppio quello dei prodotti autentici.

Il settore in cui l’Italian sounding è maggiormente diffuso è quello agroalimentare: il cibo italiano è notoriamente apprezzato e di conseguenza le imitazioni crescono sempre di più perché sinonimo di pregio e di genuinità. I formaggi italiani, un vero patrimonio gastronomico di ben 500 tipi, non sfuggono alla contraffazione. Per questo il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop utilizzerà l’intelligenza artificiale sia per l’attività di vigilanza contro le fake-mozzarelle sia per contrastare dell’Italian sounding. Si tratta del primo progetto in Italia realizzato da un consorzio di tutela, che punta sull’IA come strumento innovativo per la protezione di un prodotto Dop.

L’iniziativa è stata presentata nella sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. All’incontro sono intervenuti Matteo Lorito, rettore dell’università Federico II di Napoli e presidente del Comitato scientifico del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop; Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela; Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio; Angela Nobile, responsabile settore Vigilanza del Consorzio; Giorgio Ciardella, Cto Farzati Spa. Ha moderato Mauro Rosati, direttore di Origin Italia.

Il progetto, ideato dal consorzio, è stato commissionato alla società Farzati spa, che ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale, una “guardia del corpo” virtuale della mozzarella di bufala campana Dop chiamata Nina (dal nome di una delle bufale più longeve e produttive nella storia del comparto), in grado di apprendere e riconoscere le “trame” di autenticità degli incarti.

Il sistema si basa su una piattaforma che sfrutta l’Intelligenza Artificiale in un processo di miglioramento continuo. L’IA cerca e verifica sul web, con tecniche di setaccio, tutti i riferimenti che incontra sulla mozzarella di bufala campana Dop, analizza in base a delle regole di apprendimento la presenza di imitazioni, contraffazioni, evocazioni e abusi. Il sistema verifica gli incarti di mozzarella Dop, imparando a distinguere quelli autentici da eventuali imitazioni, migliorando con l’esperienza e diventando sempre più preciso nel riconoscere le confezioni “fake”. Attraverso questo modello di apprendimento continuo, l’IA perfeziona la sua capacità di identificare i criteri di autenticità e conformità degli incarti, offrendo un livello aggiuntivo di protezione.

«Questa innovazione rappresenta un salto di qualità nell’attività di vigilanza sulla mozzarella di bufala campana Dop e testimonia che, se ben utilizzata, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale può essere di grande aiuto alla tutela del Made in Italy” – commenta il direttore del consorzio, Pier Maria Saccani – l’applicazione dell’IA renderà possibile per il consorzio implementare in maniera esponenziale la propria attività di vigilanza sul mercato, ma anche di fornire un servizio di monitoraggio a favore dei soci. Così per la prima volta l’agrifood di eccellenza si allea con l’innovazione tecnologica, restando al passo con le sfide del mondo globale”.

Solo nel 2023 il consorzio ha effettuato 5mila verifiche, che si aggiungono a quelle degli altri enti deputati (Asl, carabinieri, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari) per un totale di circa 15mila controlli l’anno, che fanno della Bufala Dop uno dei prodotti più tutelati in Europa.

«L’obiettivo del nostro consorzio è di potenziare la trasparenza del comparto, puntando sull’innovazione digitale. Questo progetto – sottolinea il presidente del consorzio Domenico Raimondo – si aggiunge alla totale tracciabilità della filiera, che oggi, partendo da una singola mozzarella di bufala Dop consente di risalire fino alla partita di latte con cui è stata prodotta. Questo ulteriore passaggio eleva gli standard di efficienza della filiera e consente di differenziare ancor di più la Bufala campana Dop dalle altre mozzarelle in commercio».

«Il progetto è un modello di innovazione nel settore caseario, perché riesce ad offrire una soluzione concreta per garantire la trasparenza e la tracciabilità degli incarti e combattere la contraffazione – spiega Giorgio Ciardella, Cto di Farzati – attraverso l’impiego di tecnologie avanzate, questa iniziativa non solo tutela uno dei prodotti più rappresentativi dell’eccellenza italiana, ma stabilisce anche nuovi standard per l’intero settore agroalimentare».

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