Droni, ma non missili sull’Iran. Israele usa strategia

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Non solo l’Iran, esplosioni sono state registrate anche nel sud della Siria. E’ arrivato il contrattacco di Israele. E anche nel nord della nazione ebraica sono risuonate le sirene di allarme. Si parla di droni abbattuti ma non missili. Alle 4.21 la Tv Usa ha lanciato la notizia mentre il Paese obiettivo chiudeva lo spazio aereo su Teheran.

Diversi droni sono stati “abbattuti con successo” dalla difesa aerea iraniana, ma non ci sono ancora informazioni a riguardo. L’unica certezza è che i siti nucleari nei pressi di Esfahan sono in “totale sicurezza”  a detta delle stesse autorità iraniane citate dai media locali.

Se così fosse si tratterebbe di un attacco ‘limitato’. Questo mentre gli Usa ammettono di essere stati avvisati da Israele di ritorsioni, ma di non aver dato alcun ok.

Ma la sensazione non è chiara, né sicura. A riprova di questo il governo australiano ha esortato i suoi cittadini in Israele ad “andarsene, se è sicuro farlo”: “C’è una forte minaccia di rappresaglie militari e attacchi terroristici contro Israele e gli interessi israeliani in tutta la regione. La situazione della sicurezza potrebbe deteriorarsi rapidamente. Esortiamo gli australiani in Israele o nei Territori palestinesi occupati a partire, se è sicuro farlo”, come riporta un post su X che pubblica gli avvisi del dipartimento degli affari esteri e del commercio del governo australiano.

Che si tratti ancora di schermaglie non v’è dubbio, e pure  che Israele abbia usato una forma di deterrenza nei confronti dell’Iran per evitare una reale escalation in questo momento, ma che non ci sia da stare tranquilli è un’altra verità. Si spera nella dialettica politica ora, anche all’interno della stessa Teheran.

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