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Inquinamento e lavoro: “Toxicily”, il doc sul petrolchimico di Priolo

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Nella costa orientale della Sicilia, tra uliveti e agrumeti, litorali con acque trasparenti e siti archeologici, sorge uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa che dal 1949 contamina l’ambiente e le persone, frutto di un compromesso tra necessità di occupazione “urgente” e industrializzazione. Tuttavia, in questo territorio, tra Augusta, Priolo, Gargallo e Melilli, fino alle porte di Siracusa, si concentrano quantità elevatissime di sostanze chimiche tossiche che hanno contaminato il suolo, l’aria, l’acqua e compromettono la salute degli abitanti. Una storia ancora in gran parte sconosciuta al grande pubblico ma che si vede, si sente e si respira.

È uscito nelle sale il documentario Toxicily (Francia-Italia, 2023, 75 minuti) che nasce per dare voce alle persone che resistono e vivono la loro quotidianità accanto alle fabbriche. Realizzato dal regista francese Francois Xavier Destors e dal geografo e fotografo palermitano Alfonso Pinto, il film è prodotto da Elda Productions (Francia) e Ginko Film (Italia) con il sostegno di Eurimages, del fondo Francia Italia Cnc Mic, Sicilia Film Commission e Rai Cinema, e il patrocinio di Legambiente.

«Ci sono giorni che il vento porta tutta la puzza qui, ad Augusta – racconta rassegnato uno degli abitanti della zona – la puzza di benzina, di nafta, tipo di zolfo, ti entra proprio dentro». Ma è meglio morire di cancro che di fame è il tragico motto che si può sentire sulla spiaggia siciliana di Priolo. A settant’anni dall’arrivo delle prime raffinerie – commentano gli autori – questo territorio sembra essere stato abbandonato a sé stesso e all’inquinamento del cielo, della terra e del mare. Costruito attorno agli abitanti che resistono e a quelli ridotti invece al silenzio e alla rassegnazione, il film Toxicily si avventura sulle tracce di una zona sacrificata sull’altare del progresso, della modernità e della mondializzazione.

«Le riprese si sono svolte fra il 2021 e il 2022 in diversi momenti. Proprio a ottobre del 2021 – spiega Pinto a lospecialegiornale.it – ci siamo trovati nostro malgrado ad assistere ad un uragano mediterraneo che ha colpito proprio la parte orientale della Sicilia. Si tratta di un fenomeno meteorologico inedito e sicuramente dovuto al cambiamento climatico. Disagi a parte, è stata un’occasione per filmare il paesaggio in una maniera assolutamente inedita, lontana dall’immaginario classico di una Sicilia perennemente scaldata dal sole. Avevamo l’impressione di trovarci davanti, nello stesso momento, alle cause (l’inquinamento industriale) e alle conseguenze del cambiamento climatico. Facendo di necessità virtù, abbiamo colto l’occasione per rafforzare la nostra intenzione di prendere in contropiede l’immagine della Sicilia. A parte questo episodio, in linea generale, abbiamo percorso in lungo e in largo tutto il territorio che comprende i comuni di Augusta, Priolo, Melilli e anche Siracusa».

Per il regista Destors il polo petrolchimico di Augusta-Priolo-Melilli rappresenta una zona grigia. «Quando ci si inoltra nelle strade deserte che serpeggiano per chilometri attorno alle fabbriche rumorose, attorno a costruzioni abbandonate, a terreni incolti e inariditi – osserva – la rappresentazione di quei luoghi oscilla fra il western postindustriale e il cinema d’anticipazione. Questo territorio rivela una visione del mondo del “post”, un avvenire che tutti temono ma i cui segni sono tuttavia iscritti nel nostro presente. Il film trova il suo equilibrio nei meandri del rapporto tortuoso che lega la zona a colui o a colei che lo abita, sia che lo subisca o che lo sublimi. Tanto nell’interazione, la zona è considerata come un luogo di lavoro e di vita quotidiana, quanto nell’opposizione, questi luoghi assumono il ruolo di paesaggi interiori che danno corpo, talvolta in modo assurdo, ai paradossi dei nostri protagonisti. Questo doppio movimento riflette il sentimento di attrazione o repulsione, una sorta di “topofobia” o “topofilia” che segna il rapporto fra gli abitanti e la loro terra avvelenata».

Selezionato al Fipadoc di Biarritz, menzione speciale al Festival dei Popoli di Firenze, il film arriva nei cinema con un tour significativo che parte dalla Sicilia: il 18 aprile alle 20.30 a Palermo al Cinema Rouge et Noir, il 19 a Messina, il 20 aprile è atteso nella “sua” Siracusa e sarà anche a Modica, Giarre e Catania, alla presenza dei registi e dei protagonisti. Arriverà a fine aprile in Veneto e quindi Puglia dove girerà dal 2 al 6 maggio a partire da Taranto.

Foto: Alfonso Pinto

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