Cosa c’è dietro la rivolta dei dipendenti di Euroma2

mercoledì, 1 Maggio 2024
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Il Primo maggio fatevi una passeggiata all’aperto. È con questo consiglio – quasi una preghiera – che i lavoratori del centro commerciale romano Euroma2 si rivolgono ai cittadini dopo aver chiesto al direttore del centro di chiudere almeno nel giorno della festa dei Lavoratori.

La lettera-appello, firmata da 500 dipendenti, è diventata subito virale sui social e ha scatenato la solita serie di commenti tra i favorevoli al riposo e gli ultrà del diritto allo shopping 365 giorni l’anno.

«Lavoriamo per 361 giorni l’anno negli orari più svariati e siamo operativi anche l’8 dicembre, il 26 dicembre, il 1 gennaio, a Pasquetta, il 25 aprile e pure a Ferragosto – lamentano i lavoratori -. Siamo sempre qui, con il sorriso e con la professionalità che ci lega al nostro posto e alle aziende dalle quali dipendiamo. Il 1 maggio si festeggiano i lavoratori di tutto il mondo incluso lei: sarebbe davvero bello se decidesse di sospendere l’apertura del centro commerciale in questa ricorrenza, mostrando rispetto per il diritto di noi tutti a festeggiare un giorno simbolicamente importante per i lavoratori».

Appello cui è seguita la lettera pubblicata su Repubblica di una delle commesse firmatarie, in grado di rivelare un disagio che sembra andare ben oltre la (sacrosanta) voglia di farsi finalmente un giorno di festa in famiglia: «Non tutte le commesse/i sono uguali, come ogni persona che entra in un negozio sarà trattata alla stessa maniera, ma non siamo schiavi – lamenta la donna -. Non siamo esseri inferiori ai laureati che sono seduti dietro a una scrivania. Lavoriamo in piedi, in costante tensione poiché le persone per screditare un posto o una persona hanno l’indice veloce nel digitare una recensione online che potrebbe essere devastante per l’azienda o solo per la persona dipendente della stessa».

Disagio che è finito sotto gli occhi di tutti gli avventori del centro commerciale nel pomeriggio di ieri, quando l’Unione Sindacale di Base ha effettuato un piccolo blitz rilanciando a suon di megafono la richiesta di chiusura, mentre gli addetti alla sicurezza cercavano di sedarla senza per fortuna che gli animi si scaldassero troppo.

Va detto però che i romani, a parte chiudersi in casa, non avranno molte alternative al solito concertone (che quest’anno trasloca al Circo Massimo perché a San Giovanni ci sono lavori urgentissimi per il Giubileo, che a quanto pare nessuno in Comune ricordava si sarebbe svolto il prossimo anno). Eh sì perché con il meteo che promette pioggia e i musei chiusi (evidentemente i sindacati nel settore della cultura hanno più voce in capitolo) solo i centri commerciali sembravano offrire un’alternativa a un mercoledì casalingo.

E proprio il meteo forse spiega il silenzio col quale la direzione del centro commerciale ha accolto le richieste dei lavoratori, nella speranza che la protesta cada nel vuoto e che il maltempo consenta di fare buoni incassi. Strategia poco apprezzabile, ma efficace, visto che oggi Euroma2 è aperto al pubblico per i romani desiderosi sì di fare una passeggiata, ma davanti alle vetrine dei negozi sempre aperti.

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