Il presidente del Coni: "La norma nasce per cambiare le regole del gioco" ROMA (ITALPRESS) – "Rischiamo una figuraccia mondiale". Non usa mezzi termini, il presidente del Coni, nel commentare in un'intervista a 'La Repubblica' il documento di riforma presentato dal ministro per lo sport Abodi alla Figc che prevede la nascita di un'agenzia governativa di vigilanza e controllo economico finanziario sulle società sportive professionistiche. "Come tutte le cose si può e, anzi, si deve cercare di migliorarle. Questa norma però non nasce per migliorare la situazione. Ma per cambiare le regole del gioco – sottolinea il numero uno dello sport italiano – Leggo che ci saranno rettifiche non so quanto significative. Parola questa, significative, che si presta a varie interpretazioni. Se Uefa e Fifa accetteranno serenamente questa ingerenza politica nel calcio italiano? Ho seri dubbi che questo discorso possa essere accettato dagli organismi sportivi internazionali. Quindi, quantomeno, prima di prendere qualsiasi posizione a livello normativo questo va verificato. Altrimenti si rischia la figuraccia mondiale e, purtroppo, i governi italiani non sono nuovi a situazioni simili. In passato, sono state sostenute posizioni che poi sono stati costretti a modificare. Ci eravamo già passati". Per quanto riguarda la tempistica, "siamo nel pieno delle iscrizioni dei campionati. La Covisoc produce la sua attività, la documentazione deve essere prodotta entro il 31 maggio, perché poi entro il 30 giugno la Covisoc deve gestire le sue dinamiche". Una fretta che Malagò non sa spiegarsi: "Un decreto legge appena viene votato è immediatamente esecutivo. Se passa, da qui al 31 maggio questa agenzia dovrebbe fare nomine, scegliere le figure ed essere immediatamente operativa". Detto che come metodo questa vicenda, al presidente del Coni, ricorda la nascita di Sport e Salute, in sintesi tutto ciò "fa capire il nonsenso di questa storia. Perché è paradossalmente sbagliata la forma. C'è un grosso punto interrogativo con gli organismi internazionali. E c'è questo problema di sostanza. Ma stiamo scherzando o cosa? Se avessero detto 'lo affrontiamo a settembre' sarebbe stato perfetto". E ancora: "Se ci avessero consultato probabilmente avrebbero costruito la questione in modo diverso. E io mi permetto di dire che questo tipo di decisioni, ammesso e non concesso che siano logiche, se non vengono concordate prima, portano a situazioni non certo a favore di chi le propone. Intendo sotto il profilo del consenso", conclude Malagò. – Foto Image – (ITALPRESS). mc/red 06-Mag-24 09:02
Malagò e la riforma Abodi “Rischiamo una figuraccia mondiale”
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